Il Tirreno

Pontedera

Tariffe, c’è il rischio di aumenti per far quadrare i conti comunali

di Giacomo Pelfer
Tariffe, c’è il rischio di aumenti per far quadrare i conti comunali

Montopoli, tutto sospeso in attesa di risposte da Roma ma la data limite è il 30 novembre L’assessore Capecchi: «Ci sono incertezze sulle principali voci d’entrata su cui si basa il bilancio»

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MONTOPOLI. Un tempo i bilanci preventivi inauguravano il nuovo anno nella vita amministrativa dei Comuni. Adesso, invece, di bilanci si continua a parlare anche in pieno autunno, con i Comuni che ancora non sono nelle condizioni per chiudere la manovra 2013. Colpa dell’incertezza nella quantificazione delle entrate, in assenza di indicazioni certe da Roma sulle coperture per la cancellazione dell’Imu e sui nuovi strumenti d’imposizione. È il caso di Montopoli per esempio, che in linea con gli altri Comuni del Valdarno ha scelto di aspettare, approvando nel consiglio comunale di lunedì un’apposita delibera, nella speranza che arrivino al più presto indicazioni certe per quantificare con esattezza le entrate. Risposte che la crisi di Governo potrebbero ritardare, costringendo il Comune a chiudere il bilancio, entro il 30 novembre, attraverso aumenti di tributi e tariffe. Si legge nel la delibera approvata in consiglio, a dimostrazione degli effetti, concreti, che un azzeramento dell’esecutivo potrà avere sulle tasche dei cittadini.

«Ci è sembrato corretto aspettare – spiega il vicesindaco con delega al bilancio Giovanni Capecchi –. Data la carenza di certezze su alcune delle principali entrate, abbiamo ritenuto di non procedere al riequilibrio di bilancio». La prima incognita è relativa al Fondo di solidarietà, costituito da una parte delle entrate dell’Imu che ogni Comune deve girare allo Stato (750mila euro nel caso di Montopoli), il quale a sua volta si preoccuperà di redistribuirlo agli enti locali. «È un sistema complicatissimo – dice Capecchi -: alla fine dei conti, in pratica, il gettito dell'Imu non dovrà essere superiore a quanto incassato nel 2012 meno il taglio della spending review. Di conseguenza, finché lo Stato non ci quantifica la spettanza del Fondo di solidarietà non sappiamo né se abbiamo calcolato bene il gettito Imu, né l’ammontare della spesa che abbiamo dovuto tagliare». Che aggiunge: «Per quantificare il gettito abbiamo dovuto ricorrere all’accertamento convenzionale: una stima del Ministero dell’economia che ovviamente può discostarsi dal gettito reale, senza sapere se ci verrà mai riconosciuta l’eventuale differenza».

A questo si aggiunge poi la cancellazione della prima rata dell’Imu. «Si parla, forse, di una restituzione ai Comuni della rata ad aliquota base per le abitazioni principali, pari al 4 per mille – sostiene il vicesindaco –, ma per un Comune come il nostro, che aveva fissato l’aliquota al 5,2, è probabile che la differenza non ci verrà restituita. Resta poi da capire se anche la seconda rata sarà abolita o meno: con il Governo che sta cadendo la questione rischia di rimanere a metà. Tutte queste situazioni ci impediscono di chiudere il riequilibrio 2013. E questo è il risultato della mancanza di una seria riflessione sul sistema dei tributi, portato avanti con operazioni sporadiche e disarmoniche, che ha avuto come effetto l’ulteriore proroga al 30 novembre per la chiusura dei bilanci».

Di conseguenza, se entro quella data non arriveranno garanzie, «il consiglio – si legge nella delibera – si impegna ad attuare tutti gli aumenti tariffari che si dovessero rendere necessari, per assicurare all’ente entrate certe in sostituzione di quelle incerte».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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