Sicurezza
«Servizio più caro perché è cambiata l’organizzazione»
L’assessore all’Istruzione spiega cosa è stato modificato nella vigilanza nelle scuole prima e dopo le lezioni
CASCINA. «È normale che il servizio di pre e post scuola del progetto “Ok scuola” costi di più: l’anno scorso si trattava di un servizio diffuso, mentre ora è a domanda individuale». L’assessore all’Istruzione Silvia Innocenti risponde alle polemiche di alcuni genitori, che lamentavano un incremento dei costi. In tanti avevano pensato che fosse dovuto al cambio di gestore. Attraverso un bando pubblicato lo scorso 12 agosto infatti l’associazione Arci Comitato di Pisa si era aggiudicata il servizio subentrando ai volontari dell’Auser. Anche se molti genitori hanno visto sempre gli stessi volontari a svolgere il servizio di pre e post scuola. «Questo perché – spiega Innocenti – nonostante il cambio di gestione era comunque previsto il coinvolgimento di soggetti dell’Auser». Nessun rincaro dovuto alla nuova gestione quindi. Il servizio partito lunedì nelle scuole del territorio cascinese costa di più a causa del cambio di modalità. «Tutte le famiglie ne erano a conoscenza – spiega Innocenti – avevamo deciso di passare da un servizio che potenzialmente poteva coprire tutti i ragazzi delle 11 scuole del territorio a un servizio a domanda individuale, tenendo conto del rapporto con il numero di beneficiari». Gli utenti che ne hanno fatto richiesta sono circa 300, divisi tra pre e post scuola, intesi rispettivamente come il periodo che intercorre prima dell’inizio e dopo la fine delle lezioni. Il costo per l’anno scolastico 2012/13 era di 3.10 euro a studente. Per quest’anno, le quote fissate dal Comitato Arci di Pisa sono di 7 euro al mese per l’intero servizio in entrata e 7 euro in uscita. Quindi se si vuole usufruire di entrambi i turni la spesa mensile è di 14 euro. Anche se sono previste agevolazioni per chi iscrive al servizio anche il secondo o il terzo figlio. C’è un’ulteriore riduzione per i genitori che versano l’importo per l’intero anno scolastico (8 mesi, fino al 7 giugno 2014) al momento dell’iscrizione. La quota richiesta copre solo parzialmente il costo del servizio, garantito per la differenza dal contributo dell’amministrazione comunale, dell’Arci e delle altre associazioni partner dell’iniziativa. «Nel bando avevamo comunque inserito un punto che limitasse la spesa per le famiglie – dice l’assessore – fissando un tetto massimo di 7.5 euro per l’entrata e 7.5 per l’ uscita. Abbiamo cercato di mantenere un servizio che il solo personale Ata non riesce a garantire visto il numero di studenti, ma stando attenti a contenere i costi. Se ci fossero problemi o incomprensioni siamo pronti a venire incontro alle esigenze delle famiglie. Ricordo inoltre che gli interessati possono presentare ugualmente la domanda anche se il servizio è già partito».(l.l.)
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