Il dolore
Pd, un’altra prova del no
Lorenzana, il gruppo si astiene sulla mozione a tutela del nuovo Comune unico
LORENZANA. “Si mantengano aperte e attive entrambi le sedi del palazzo comunale”. E ancora “Fermo impegno politico nel pretendere il mantenimento dei servizi esistenti attualmente nelle varie frazioni del nuovo Comune e allo stesso tempo ci sia l’impegno a migliorare e possibilmente estendere i servizi esistenti utilizzando anche parte dei contributi pubblici derivanti dalla fusione” : sono due dei punti fermi della mozione congiunta presentata dai due sindaci di Lorenzana e Crespina, Gianluca Catarzi e Thomas D’Addona. Di fatto un documento a tutela della qualità dei servizi del prossimo Comune unico che verrà, se passerà il “sì” al referendum del 6,7 ottobre. La mozione passa in entrambi i consigli comunali dei territori. Ma ancora una volta le due anime Pd confermano la frattura: a Crespina, dove i Democratici governano il Palazzo, l’atto politico passa all’unanimità, con il pieno appoggio delle due minoranze.
Stessa scena, ma finale differente in quel di Lorenzana. Qui il Partito Democratico siede all’opposizione ma la mozione a tutela dei servizi per la cittadinanza “affinchè la fusione porti reali vantaggi per tutti i cittadini e non solo per una parte della comunità del nuovo Comune unico” non convince fino in fondo.
I Democratici lorenzanesi ascoltano la lettura del documento. La volontà è quella di astenersi: le motivazioni non sono legate alla sostanza del testo, quando alla tempistica.
La mozione è ritenuta “prematura”: secondo il Pd si dà per scontato l’esito positivo del referendum. Gli esponenti del partito democratico, inoltre, sono convinti che in caso di vittoria del “sì” chi andrà a governare si assumerà in modo naturale e volontario tutti gli impegni necessari per tutelare i cittadini che faranno parte del Comune Crespina Lorenzana. A questo punto la maggioranza replica. La riflessione nasce dal fatto che i Democratici non polemizzano contro il contenuto della mozione, bensì sulla tempistica. L’esempio che si fa è quello della stipula di un’assicurazione per i veicoli stradali: si fa prima di un eventuale incidente, a tutela del mezzo, per ragioni di sicurezza, risarcimento. A questo punto la seduta consiliare viene sospesa: i Democratici si prendono del tempo per pensare.
Una volta tornati in consiglio la loro posizione non cambia e l’astensione diventa la posizione ufficiale (anche se la mozione passa). Una posizione che continua a marcare uno spartiacque tra il Pd di Lorenzana e la linea della Regione (in quota Pd) che sostiene e sponsorizza le fusioni e pure quella della segreteria provinciale che considera la fusione a 2, come propedeutica a quella a 5 (la sola sostenuta, invece, dai democratici lorenzanesi). Questa una delle ragioni del “no” al voto, tradotta in un loro volantino.
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