Finanza
Lobarc, la “cassa” è più vicina
Castelfranco, Contino (Cgil): «C’è la disponibilità a valutare questa soluzione»
CASTELFRANCO DI SOTTO. Una prima apertura ufficiale. Per i lavoratori del Lorbac si profila la possibilità di poter contare su strumenti diversi dalla mobilità. La proprietà conferma la disponibilità a valutare soluzioni alternative. È questo l’esito dell’incontro che si è tenuto ieri pomeriggio, a Pisa, tra i legali della famiglia Bachini (ancora una volta assente) con la commissaria Gabriella Zito, le organizzazioni sindacali e la Rsu dell’azienda. La richiesta avanzata è quella di poter sostituire la mobilità con la cassa integrazione straordinaria. Strumento che garantirebbe ai lavoratori del calzaturificio un anno di sostegno economico in più, mantenendo il rapporto di lavoro anche in vista di un eventuale vendita dell’azienda a un privato disposto a investire e a rilevarne il marchio.
La cassa integrazione straordinaria, inoltre, agevolerebbe l’accesso agli strumenti di sostegno messi in campo dalla Provincia e dalla Regione insieme ad alcune banche locali, per anticipare risorse ai lavoratori che al momento si trovano senza alcun ammortizzatore sociale. Una strada perseguita da subito dalle organizzazioni sindacali, che ha incassato dagli avvocati almeno una prima disponibilità a parlarne.
«Non è un sì – precisa Domenico Contino della Cgil –, ma c’è almeno la disponibilità a valutare questa soluzione, dopo che la proprietà aveva negato ogni alternativa alla mobilità».
Una prima apertura in questo senso, del resto, si era già registrata nell’incontro della scorsa settimana negli uffici dell’assessore regionale Gianfranco Simoncini, che aveva strappato ai legali almeno una disponibilità a prendere in esame la situazione, incassando anche il nulla osta di fronte alla prospettiva di un eventuale compratore. Possibilità di fronte alla quale la famiglia Bachini non farà ostruzione.
«L’apertura adesso è diventata ufficiale – dice Contino – e rappresenta un piccolo passo avanti dopo la totale chiusura delle scorse settimane». Le organizzazioni sindacali hanno ribadito la volontà di scongiurare con ogni mezzo la chiusura definitiva dell’attività, nella convinzione che le capacità e le professionalità interne, nonché il nome di un marchio storico e conosciuto, rappresentino una garanzia per poter stare sul mercato.( g.p.)
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