Il Tirreno

Pontedera

Se un sorriso serve ad alleviare dolori e sofferenze

di Elena Iacoponi
Se un sorriso serve ad alleviare dolori e sofferenze

“Diploma” a sedici nuovi clown che lavorano negli ospedali con i bambini malati: festa di fine corso alla Misericordia

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PONSACCO. Trottola, Coccola, Zebra, Lalaba sono i loro nomi d’arte. Sono clown, appena usciti dal corso di clownterapia promosso dalla Misericordia di Ponsacco, Fratres, comune, e finanziato da Cesvot, in collaborazione con Rsa “Giampieri” di Ponsacco, ambulatori pediatrici locali, istituto “Montale” di Pontedera; Ute Ponsacco, Avo. Un corso di 128 ore tra tirocini e lezioni che ha impegnato i giovani clown volontari del progetto “Volontaridendo”. «Diventiamo un’altra famiglia – commentano i volontari – e nascono, talvolta, le amicizie».

Ha partecipato al corso anche la clown Zebra, la ponsacchina Tatiana, proveniente dall’Angola, ma residente nella città del mobile da anni: qui ha frequentato le scuole dell’obbligo. Tatiana studia Chimica Farmaceutica all’Università di Pisa, frequenta il 2° anno, e grazie alle amicizie dei clown è ritornata in Angola dai suoi parenti con la valigia del clown regalata dai compagni di corso. «Quella valigia – racconta Tatiana – è servita per portare soprattutto un sorriso. Alla fine non ero io che portavo qualcosa, ma gli altri che hanno donato a me con la clownterapia».

La consegna degli attestati di fine corso per i 16 clown-volontari è avvenuta nella sala Valli alla presenza dei dirigenti della Misericordia: il governatore Alberto Lemmi; il vice- governatore Aldo De Filippi, l’assessore alle politiche sociali del comune di Ponsacco Tamara Iacoponi. Formatori sono stati Sandra Gasperini, infermiera, Elena Arcenni, Elena Linelli, Francesco La Vigna, tutor; Andrea Migliarini, psicologo; Teresa Bruno, formatrice; Mirco Magri, psicologo e psicotarapeuta; Luigi Gagliano, associazione Uildm di Pisa e promotore della festa “Spostando l’Orizzonte”. «Il corso di clownterapia è nato nel 2006 da un’idea del professor Marco Mannucci - spiegaAlberto Lemmi, governatore della Misericordia- per assistere i bambini malati in ambulatori pediatrici, alle rsa. I ragazzi si impegnano a instaurare con le persone un rapporto di empatia, amicizia: abbracciano i malati e li confortano, cercando di avvicinarsi a loro senza essere troppo invadenti». I nuovi volontari sono 16.» «Abbiamo partecipato anche a varie iniziative a scopo benefico – aggiunge Elena Linelli, tutor del corso - come la cena pro-ospedale Mayer di Firenze a La Rotta su invito di Marco Salvadori; feste delle solidarietà, anche a Volterra. Faccio parte del gruppo da 7 anni e da ottobre potenzieremo i contatti con un centro diurno di Peccioli». «Ho cercato di tirar fuori da questi la ragazzi la comicità – interviene Teresa Bruno, formatrice – e soprattutto l’opportunità di essere sinceri con se stessi, in contatto con la parte più stupida che si trova in ognuno di noi, per tirar fuori il “bambino nascosto” nel nostro intimo e che a volte riaffiora con difficoltà». « È stato uno dei corsi più belli che ho seguito – dice Rita, clown Coccola - Ho scritto un pensiero: “Oggi la gente è affamata d’amore, ma soffre di solitudine e spesso è senza speranza. Soprattutto ha dimenticato la bellezza del tocco umano e ha necessità di qualcuno che la rispetti”. Il tocco umano è importante nella vita di tutti i giorni.» « È più facile lavorare con i bambini, perché più spontanei – conclude Erica Mazzini, clown Trottola - mentre con gli anziani c’è la diffidenza e occorre ritirare fuori il “bambino che è in loro”. Importante è ascoltare, capire per star loro vicini».

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