Il Tirreno

Pontedera

Neo italiani per un giorno nell’Unione sono novanta

di Gianni Bianchi
Neo italiani per un giorno nell’Unione sono novanta

Pomarance, consegnati gli attestati di cittadinanza ai figli di genitori stranieri La cerimonia si è svolta in contemporanea nei tre Comuni dell’Unione montana

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POMARANCE. Nascono, studiano, e vivono in Italia. Sono i figli di genitori di origine non italiana che risiedono nel territorio dell’Alta Valdicecina. Sono circa novanta, hanno genitori di origine albanese, macedone, indiana, pakistana, marocchina, ucraina; possono essere adolescenti, bambini, talvolta neonati. I Comuni dell’Unione montana, Pomarance, Montecatini Valdicecina e Monteverdi Marittimo, come aveva già fatto Volterra a fine giugno, e molti altri in tutta Italia, all’unisono sebbene ognuno nella rispettiva sede, hanno conferito loro, domenica mattina, un attestato di cittadinanza simbolica.

Sono 67 i nuovi italiani a Pomarance, 12 a Monteverdi e dieci a Montecatini. Fuori appello Castelnuovo che non ha aderito al progetto. «È un’iniziativa che ci ha fatto piacere – afferma Lirim Vathi, cittadino di Montecerboli, origini albanesi, padre di bambine di 6 e 4 anni – anche se questa manifestazione ha un valore solo simbolico è importante, per tutti, italiani e non, ed è anche un’occasione di festa. Avrei avuto ancora più piacere se avesse partecipato anche Castelnuovo».

L’evento è la tappa finale, ma non conclusiva, di un lavoro denominato “Percorsi di identità”, ideato dall’associazione Welcome in Valdicecina in collaborazione con Cesvot e l’adesione di Unicef, Caritas e Asgi, oltre alla partecipazione della Provincia di Pisa, nonché dei Comuni dell’Unione Alta Valdicecina. «È un’iniziativa alla quale tutto il consiglio comunale e quindi tutta la cittadinanza rappresentata ha aderito – afferma Loris Martignoni, sindaco di Pomarance, sintetizzando il sentimento comune anche alle amministrazioni di Montecatini e Monteverdi –. È un attestato simbolico che però ha un forte valore civile, noi vorremmo che la cittadinanza fosse un diritto del suolo, come ha già detto il presidente Napolitano, chi nasce in Italia da genitori stranieri, o meglio non italiani, deve essere italiano».

«E’ un piacere essere qui oggi – dice Silvia Pagnin, assessore provinciale alla cultura intervenuta a un incontro sul tema “cittadinanza” tenutosi al Teatro Florentia di Larderello lo stesso pomeriggio di domenica –. La Provincia da tempo ha compreso l’importanza della cultura, l’intercultura e l’integrazione, la giornata di oggi è significativa, da tempo sollecitiamo le amministrazioni del territorio a promuovere iniziative di questo tipo, qui credo si sia fatto un ulteriore passo, con un'operazione che ha aggregato più Comuni, cioè una comunità intera che ha dato un segno forte e condiviso». «Una giornata positiva, davvero positiva», commenta Tabaa Ez Zahri, di origine marocchina, papà di quattro bambini, da oltre vent’anni in Valdicecina.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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