Il Tirreno

Pontedera

I prelievi sospetti in banca inguaiano un cassiere

di Sabrina Chiellini
I prelievi sospetti in banca inguaiano un cassiere

I presunti ammanchi scoperti durante un’ispezione inviata a Pontedera dalla sede centrale della Cassa di S. Miniato. Aperto un procedimento disciplinare

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PONTEDERA. Il giorno dell’ispezione inviata in banca dalla sede centrale il cassiere ora finito nei guai non era al lavoro. Quando un collega e uno degli ispettori inviati per verificare l’attività di una delle agenzie di Pontedera della Cassa di Risparmio di San Miniato hanno fatto un semplice conteggio dei soldi contabilizzati dall’impiegato in varie operazioni di cassa, si sono accorti che qualcosa non tornava. C’erano alcune carenze di cassa. Cercato più volte un possibile errore e considerato che invece non c’erano stati sbagli nei controlli effettuati sulla documentazione a disposizione, risulta sia stato deciso di telefonare all’impiegato. Una chiamata non solo di cortesia ma anche per capirne qualcosa di più.

L’impiegato non avrebbe saputo dare indicazioni sulle operazioni da lui concluse in più occasioni nel corso del tempo. Neppure l’invito rivolto al cassiere per convincerlo a recarsi in banca e spiegare la situazione avrebbero dato l’esito sperato dal datore di lavoro e probabilmente anche dai colleghi d’ufficio, rimasti sorpresi dalla vicenda.

Il fatto risale ormai ad alcuni giorni fa. L’impiegato non è più tornato al lavoro ma al momento non ci sono provvedimenti nei suoi confronti. Ufficialmente ai clienti è stato detto che il dipendente ha ottenuto un trasferimento in altra sede.

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