Il Tirreno

Pontedera

Fusioni, devono decidere in 27mila

di Emilio Chiorazzo
Fusioni, devono decidere in 27mila

Domenica e lunedì si vota in sette Comuni della provincia: discarica, Terme e turismo i temi caldi della battaglia

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PONTEDERA. Sarà il passo successivo all’Unione dei Comuni della Valdera: una unione nell’Unione. E, legata a questa trasformazione degli enti territoriali, ci sono incentivi e facilitazioni. Tutto per eliminare, dalla geografia politica della nostra regione, i Comuni piccoli, quelli che non arrivano a 5mila abitanti.

La Regione Toscana ha previsto che si possono fondere due o più comuni, formandone uno unico, in modo da ridurre i costi della politica (dimezzati sindaci, giunte e consigli comunali), incentivando la formazione di comuni unici, più grandi, con le funzioni accorpate. In contropartita arriveranno finanziamenti, incentivi e facilitazioni, previsti dalla legge che - per diventare realtà immediata - domenica 6 e lunedì 7 deve passare dalle urne. Un referendum per far dire ai cittadini dei comuni interessati, se sono favorevoli o contrari alla fusione.

Si vota in sette paesi della provincia di Pisa: a Capannoli, Casciana Terme, Crespina, Lari, Lorenzana, Palaia e Peccioli. In tutto quasi 27mila persone che dovranno esprimere il loro parere. Che, se sarà positivo, farà partire quasi immediatamente il nuovo Comune: alla fine dell’anno decadranno tutti gli organi attuali, l’amministrazione sarà affidata a un Commissario nominato dal Prefetto che amministrerà il Comune in attesa di andare alle elezioni amministrative - nella primavera del 2014 - per eleggere il nuovo sindaco e i nuovi consiglieri. Nel caso contrario, invece, non si realizzerà la fusione prevista, i Comuni agiranno singolarmente - senza però beneficiare delle facilitazioni e degli incentivi - e con l’obbligo di gestire tutte le funzioni in maniera associata. Fino al 2016 quando la Regione deciderà di proporre le fusioni d’ufficio. In questi giorni le ragioni del “si” e del “no” si stanno fronteggiando e confrontando in tanti eventi pubblici, in tutti i Comuni interessati: la partita si gioca sulle questioni territoriali. In Alta Valdera al centro del dibattito c’è la discarica di Legoli e la sua vita futura; per le Colline Pisane, il “dissidio” è sul mancato coinvolgimento degli altri Comuni dell’area, come ad esempio Fauglia; mentre tra Lari e Casciana, il tema principale riguarda il turismo, unica vera vocazione dei due paesi oltre alla gestione delle Terme.

La legge prevede lo sblocco del Patto di stabilità per tre anni, incentivi per i prossimi dieci anni che sono quantificabili in 250mila euro l’anno - per 5 anni - a ognuno dei Comuni che si fondono, e che arrivano dalla Regione e u importo annuo pari al 20% dei trasferimenti avuti nel 2010 da ognuno dei Comuni interessati, per 10 anni. Lari e Casciana hanno quantificato in 7,5 milioni di euro l’ammontare degli incentivi; per l’Alta Valdera sono oltre 10 i milioni.

Ma restano sul tavolo altri temi, forse anche più vicini alle esigenze dei cittadini, come ad esempio, la gestione del territorio.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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