Il Tirreno

Pontedera

Rossi fa appello al Lorbac «Partecipi agli incontri»

di Cristiano Marcacci
Rossi fa appello al Lorbac «Partecipi agli incontri»

Il presidente della Regione critica il comportamento della proprietà: «Viene meno la responsabilità sociale». Poi s’infuria per la vicenda delle false depurazioni

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SANTA CROCE SULL’ARNO. Si definisce arrabbiato il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi quando arriva sabato sera, poco dopo le 21,30, a Santa Croce, ricevuto dal sindaco Osvaldo Ciaponi, per partecipare alla cena di iscritti e simpatizzanti organizzata dal locale Partito Democratico.

Gli rimangono sullo stomaco due eventi che nelle ultime settimane hanno scosso la comunità del Valdarno Inferiore e, soprattutto, il distretto industriale del Cuoio, di cui appunto Santa Croce è capitale.

Stiamo parlando dell’annuncio improvviso della chiusura del calzaturificio Lorbac di Castelfranco di Sotto, con quasi cento posti di lavoro messi a rischio nel giro di poche ore, e del mega scandalo della falsa depurazione dell’impianto di Ponte a Cappiano e del relativo prolungato inquinamento del canale Usciana.

In merito alla vicenda Lorbac, per la quale si è da subito attivato l’assessore regionale al Lavoro Gianfranco Simoncini, il quale sta cercando di mettere insieme un pool di banche in grado di anticipare ai dipendenti coinvolti i soldi della mobilità, il governatore Rossi fa parte della schiera di coloro che sono rimasti spiazzati di fronte alla mossa fulminea della proprietà dell’azienda castelfranchese.

«Sono stupito – ha detto Enrico Rossi in questa intervista a Il Tirreno – per la gravità dei comportamenti della famiglia proprietaria del calzaturificio. In particolare per il fatto che tutto è avvenuto in una zona, in un comprensorio, in cui storicamente i sindacati e le istituzioni hanno sempre manifestato la massima disponibilità a comprendere i bisogni e le necessità di ristrutturazione degli imprenditori locali. Mi sembra che siamo di fronte, in questo caso, ad un vero e proprio abbandono del campo e al venir meno della responsabilità sociale. Quello che io posso fare, in aggiunta all’ottimo lavoro che sta portando avanti l’assessore Simoncini, è un appello alla proprietà. Che si faccia viva e che partecipi agli incontri che vengono organizzati».

Sulla vicenda del depuratore di Ponte a Cappiano e sui reati presunti emersi dalle prime indagini Rossi s’infuria. «Non posso che essere – dice il presidente della Regione – molto arrabbiato. Se sarà tutto confermato, si tratta di fatti di una gravità inaudita. Da parte mia c’è preoccupazione, perché nel settore dell’ambiente e della depurazione abbiamo lavorato tanto e bene (basti pensare al progetto del Tubone) e tutto questo non può certamente essere inficiato da certi comportamenti».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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