Il Tirreno

Pontedera

Sindaco minaccia querele dopo la lite in consiglio

Sindaco minaccia querele dopo la lite in consiglio

Antonelli se la prende nei confronti di un consigliere dell’opposizione che poi censura la capogruppo del Pd invitandola a lasciar perdere la politica

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CASCINA. Il sindaco, Alessio Antonelli, non è al consiglio comunale ma lo ascolta per radio e telefona alla presidente del consiglio chiedendole di comunicare che querelerà il consigliere dell’opposizione Giacomo Cappelli. Il siparietto arriva durante l’ennesima discussione sull’istituzione permanente della commissione di garanzia e controllo che l’opposizione chiede dall’inizio della legislatura, così come avviene in quasi tutti i Comuni della provincia. Commissione che deve essere vista come il fumo negli occhi dalla maggioranza, visto che continua a negarla.

Le motivazioni delle risposte negative si fanno ripetitive e alla fine scatta la polemica. Il consigliere Cappelli, forte del parere del difensore civico comunale che considera legittima la richiesta delle minoranze, si lascia andare ad una considerazione che irrita sindaco e maggioranza.

«Allora, se non volete questa commissione vuol dire che avere qualcosa da nascondere», in sintesi le sue parole.

Il sindaco, che in quel momento sta andando a un incontro organizzato da Rifondazione e sta ascoltando dalla radio la discussione consiliare, perde la pazienza. Ritiene che le affermazioni di Cappelli gettino un’ombra di accusa e di sospetti sulla sua amministrazione. Sentendosi chiamato in causa ma non potendo intervenire di persona, fa dire alla presidente del consiglio, Paola Viegi, che non tollererà un’altra parola e che passerà alle querele, sicuro della correttezza dell’operato suo e della giunta.

«Se mi querela pazienza. Saprò difendermi – è il commento di Cappelli fuori dal consiglio comunale –, la commissione è un atto di garanzia per i cittadini e un modo per riconoscere il ruolo delle minoranze. Credo che la critica politica sia ammessa e dunque torno a chiedere come mai questa amministrazione non vuole la commissione».

Purtroppo, le accuse del consigliere dell’opposizione seguite dall’annuncio telefonico della querela da parte del sindaco non chiudono la seduta del consiglio. E prima di andare a cena il clima torna ad accendersi. Questa volta Cappelli se la prende, pur precisando in seguito che non voleva essere offensivo, con la capogruppo consiliare del Pd, Alessandra Di Coscio: «Se non sai fare politica, allora fatti suora...» . Un caos di reazioni che riportano la discussione su vecchi conflitti personali. «Vabbè, l’ho detto – aggiusta il tiro – ma volevo dire che chi fa politica deve abituarsi al confronto pubblico..».

L’assessore allo sport, Alessandro Ribechini, si rivolge a Susanna Ceccardi, consigliera della Lega Nord, e la invita a condannare le parole del collega di minoranza soprattutto come atto di solidarietà tra donne. Dai banchi della maggioranza c’è chi si alza e grida: “Indegno”, rivolgendosi a Cappelli. Scene già viste in altri consigli.

Alla fine, comunque, la maggioranza è compatta: niente commissione permanente di garanzia. (s.c.)

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