Il Tirreno

Pontedera

Le quattro torri ostaggio del gruppo Giusti in crisi

di Manolo Morandini
Le quattro torri ostaggio del gruppo Giusti in crisi

Pontedera: è in stallo da molti mesi il maxi cantiere aperto in zona Galimberti Millozzi: «Ci assicurano che l’intervento andrà avanti, ma non abbiamo certezze»

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PONTEDERA. Lo avevano battezzato l’ecomostro di Pontedera. Con non poca rabbia dell’amministrazione comunale. Che adesso dovrà rassegnarsi alla prospettiva. Quel maxi palazzo che sta nascendo in zona Galimberti, con i suoi sette piani, è congelato da mesi. Bloccato dalla crisi che ha inghiottito il gruppo pistoiese Giusti per l’edilizia, che nei giorni scorsi ha depositato la domanda di ristrutturazione del debito. Si attende una soluzione, col pronunciamento del tribunale fallimentare di Pistoia. Intanto, il cantiere ha sempre più le fattezze di un “mostro”. Uno scheletro in cemento armato, alla deriva in corrispondenza di una delle porte della città.

«A oggi non abbiamo certezze – afferma il sindaco di Pontedera Simone Millozzi –. Da tempo sollecitavamo la ripresa dei lavori. Adesso ci è stato assicurato che l’intervento andrà comunque avanti anche se la Società dovesse finire in concordato». C’è poco da aggiungere. La situazione è in piena evoluzione. I prossimi sessanta giorni saranno quelli decisivi per la sorte della Giusti per l’edilizia.

Dopo una lunga trattativa con le banche, l’azienda di Pistoia ha depositato venerdì scorso la domanda per l’accordo di ristrutturazione dei debiti. E l’altro ieri il giudice fallimentare del tribunale di Pistoia Raffaele D’Amora ha sospeso l’istanza di fallimento presentata il 22 giugno scorso da un fornitore del gruppo edile guidato dall’imprenditore Giancarlo Giusti. L’ammontare dei debiti è tra i 70 e i 90 milioni di euro, compreso i crediti vantati dai fornitori.

Pontedera rischia di trovarsi uno scheletro in cemento armato in quella cittadella commerciale che ha iniziato a prendere forma a due passi con l’apertura del nuovo centro della Coop, con i negozi che si trovano nella galleria, e l’apertura di Comet. Oltre alla prospettiva, anche questa legata alla sorte di Giusti per l’edilizia, di un nuovo spazio commerciale nell’area prospiciente i cimiteri come compensazione per aver sforbiciato di due piani il maxi complesso, passando da 9 a 7 piani con una riduzione di circa 2.500 metri quadrati di superficie utile che verrebbero trasferiti nell’area che tutti conoscono come “Dei fiori”.

È l’immagine costruita al computer a restituire quello che avrebbe dovuto prendere forma su quello scheletro in cemento armato. Un complesso residenziale, direzionale e commerciale che nelle intenzioni dell’amministrazione comunale connoterà la porta sud di Pontedera segnando il paesaggio con le sue quattro imponenti torri di sette piani. Un intervento opera dell’architetto Riccardo Pazzagli dello studio Agorà di Montale (Pt). Il permesso a costruire risale al 2010. E tutto faceva presagire tempi di costruzione brevi, con la gestione delle vendite già affidata all’agenzia L’Affare di Pontedera. Poi il precipitare della crisi del gruppo edile. E lo stop al cantiere che tiene col fiato sospeso la città.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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