Sicurezza
Dubbiosi e favorevoli in marcia per unire Crespina a Lorenzana
Una cinquantina di persone all’iniziativa promossa da chi appoggia la fusione tra i due Comuni I partecipanti concordano: «Non ha senso rimanere divisi in tempi di ristrettezze economiche»
LORENZANA. «Al 92 per cento sarà fusione». Gianluca Catarzi, il sindaco di Lorenzana sembra abbastanza sicuro del risultato che uscirà dalle urne nel prossimo weekend, quando i suoi cittadini e quelli di Crespina saranno chiamati a esprimersi sulla fusione dei due Comuni. Una certezza, quella di Catarzi, che riassume i sentimenti unificatori di chi ha partecipato alla marcia per il Comune unico di ieri, tra Collealberti e Crespina. Sette chilometri e mezzo sulla strada di Campolungo, la via di confine tra i due territori, da fare a piedi, respirando a pieni polmoni l’aria di cambiamento.
«Non ha senso rimanere divisi in tempi di ristrettezze economiche», dicono un po’ tutti i “marciatori” della fusione. Un gruppetto di circa 50 persone che, dopo essersi radunato nello slargo della piccola Collealberti, frazione di Lorenzana, s’incammina verso Vicchio e poi via verso Botteghini e Tripalle. Paesi che apparterranno a una sola amministrazione, se il referendum del 6 e 7 ottobre porterà all’unificazione.
Il se è d’obbligo quando si parla di operazioni di questo tipo. Specie in un contesto come quello in cui operano Crespina e Lorenzana. I due Comuni, infatti, fanno parte di una gestione unificata a cinque che coinvolge anche Santa Luce, Orciano e Fauglia. Un comitato sta cercando d’impedire che passi il “sì” per poi puntare direttamente alla fusione delle cinque amministrazioni. Che fa storgere il naso a molti. Gualtiero Cecconi di Lorenzana, ex centralinista alla sede livornese del Corpo forestale dello Stato è tra questi: «In due si ragiona meglio che in cinque. Penso che la fusione tra Crespina e Lorenzana vada bene. Quando si è di più si crea solo confusione».
Farlo a due o a cinque è uno de temi di questa campagna referendaria sulla quale il sindaco di Crespina, Thomas D’Addona, anche lui alla marcia con tanto di famiglia al seguito, non ha assolutamente dubbi: «Intanto portiamo a casa questo risultato. Poi saremo comunque in tempo ad ampliare il numero di amministrazioni comunali aderenti alla fusione. Credo che esortare i cittadini a votare no a questa unione e poi sì a quella a cinque sia sbagliato. Considerando anche che Orciano e Santa Luce non sono disposte ad aderire al progetto». La pensa, ovviamente alla stessa maniera, il sindaco di Lorenzana: «Non avrebbe senso perdere questa opportunità. Fondersi ora porterebbe vantaggi certi a differenza di una fusione futura che non sappiamo cosa potrebbe comportare per le nostre amministrazioni e di conseguenza i cittadini».
Chiacchiere al solicchio di un territorio verde e molto curato. Dove la natura combacia in molti casi con economia, in particolar modo quella delle aziende agricole. Ma non c’è solo il lavoro dei campi da queste parti. Simone Montagnani di Crespina spera che il Comune unico porti benefici agli imprenditori della zona. «Ormai le amministrazioni sono ridotte all’osso», spiega mentre il gruppo di lorenzanesi e crespinesi si sta mettendo in moto, probabilmente in una delle ultime occasioni in cui saranno divisi». E aggiunge: «Serve una svolta. La mia speranza è che questa nuova strada possa portare benefici anche a noi imprenditori. Nel nostro caso ci sentiamo abbandonati dallo Stato. Ma non si tratta di una critica all’amministrazione comunale che non ha soldi. La fusione potrebbe darci vantaggi dal punto di vista della promozione e della visibilità di attività come la nostra. L’esempio lampante è la fiera a Crespina che negli ultimi tempi ha perso molto della sua attrattiva. Con l’unione potrebbero esserci opportunità interessanti».
A Collealberti tutti sono convinti della bontà del progetto. Ma c’è anche chi, come Lisa Serrino, di Lorenzana, non ha ancora le idee chiare. «Sono venuta per informarmi, oltre che per fare questa camminata in un posto davvero bello – spiega in tuta e maglietta, visto la temperatura gradevole –. Non ne so molto della fusione tra Crespina e il mio paese e questa è l’occasione per saperne di più. Soprattutto voglio capire le ragioni del sì anche alla luce della presenza di questo comitato che, invece, propone il no al referendum».
Poco più in là c’è Massimiliano Vanni, assessore al bilancio di Crespina, una delle menti dietro al progetto di Comune unico. «Penso sia un’opportunità non indifferente per entrambe le amministrazioni. Ma al di là del semplice calcolo economico, questa fusione sta risvegliando le coscienze dei cittadini che sono tornati a parlare con i politici e viceversa. Credo che iniziative di questo tipo siano il futuro di un modo di gestire i territorio che deve trovare una strada nuova e diversa dopo anni in cui la politica si è allontanata dalle persone».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google