Sicurezza
Nuova vita al quadro dimenticato del Volterrano
Volterra, l’opera trovata alla casa di riposo Santa Chiara, attribuita erroneamente ad un altro autore, è in fase di restauro grazie all’impegno di un’associazione che si è autotassata per finanziare l’operazione
C'è lo zampino griffato dell'artista di casa de Medici nella casa di riposo di Volterra. Eppure per secoli nessuno se ne accorge. Uno a copertura della cassaforte a muro; l'altro, quasi due metri di altezza, nella piccola chiesa dell'istituto Santa Chiara: quel tratto Seicentesco da sempre viene attribuito, pure, a padri che non sono il loro. E' quasi per caso, grazie ad un'intuizione, che, oggi, nel terzo millennio giustizia storica è resa: quelle opere, sicuramente La Madonna che porge il Bambino a San Felice da Cantalice (l’altra Madonna con il Bambino sembra, ma ancora è da verificare), sono del pittore seicentesco Baldassarre Franceschini, detto il Volterrano. La nuova verità si sta svelando, ripulitura dopo stuccatura, nel laboratorio di arte e restauro di Cascina dove i due gioielli stanno tornando a vivere grazie soprattutto all'impegno dell'associazione volterrana Amici dei musei e dei monumenti che si è auto tassata per finanziare l'operazione. Un colpo di scena dopo l’altro: il quadro di San Felice racconta retroscena datati 1635, 1735.
Soddisfazione per il primo atto del progetto “Un Volterrano a Volterra”, quindi: in prima linea anche la Sovrintendenza ai beni artistici di Pisa. A fine anno il restauro del dipinto sarà ultimato e tornerà sul Colle, città natia del suo autore, esposto alla Pinacoteca comunale di Volterra.
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