Il Tirreno

Pontedera

Nuova vita al quadro dimenticato del Volterrano

Francesca Suggi
Nuova vita al quadro dimenticato del Volterrano

Volterra, l’opera trovata alla casa di riposo Santa Chiara, attribuita erroneamente ad un altro autore, è in fase di restauro grazie all’impegno di un’associazione che si è autotassata per finanziare l’operazione

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C'è lo zampino griffato dell'artista di casa de Medici nella casa di riposo di Volterra. Eppure per secoli nessuno se ne accorge. Uno a copertura della cassaforte a muro; l'altro, quasi due metri di altezza, nella piccola chiesa dell'istituto Santa Chiara: quel tratto Seicentesco da sempre viene attribuito, pure, a padri che non sono il loro. E' quasi per caso, grazie ad un'intuizione, che, oggi, nel terzo millennio giustizia storica è resa: quelle opere, sicuramente La Madonna che porge il Bambino a San Felice da Cantalice (l’altra Madonna con il Bambino sembra, ma ancora è da verificare), sono del pittore seicentesco Baldassarre Franceschini, detto il Volterrano. La nuova verità si sta svelando, ripulitura dopo stuccatura, nel laboratorio di arte e restauro di Cascina dove i due gioielli stanno tornando a vivere grazie soprattutto all'impegno dell'associazione volterrana Amici dei musei e dei monumenti che si è auto tassata per finanziare l'operazione. Un colpo di scena dopo l’altro: il quadro di San Felice racconta retroscena datati 1635, 1735.

Soddisfazione per il primo atto del progetto “Un Volterrano a Volterra”, quindi: in prima linea anche la Sovrintendenza ai beni artistici di Pisa. A fine anno il restauro del dipinto sarà ultimato e tornerà sul Colle, città natia del suo autore, esposto alla Pinacoteca comunale di Volterra.

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