Sicurezza
il dibattito
belvedere spa Noi siamo una risorsa autosufficiente Quando si sostiene che “Il nuovo Comune dovrà sopportare costi a discarica esaurita (post mortem) perché essi risultano dal progetto definitivo per...
belvedere spa
Noi siamo una risorsa
autosufficiente
Quando si sostiene che “Il nuovo Comune dovrà sopportare costi a discarica esaurita (post mortem) perché essi risultano dal progetto definitivo per l'ampliamento della discarica presentato dalla stessa Belvedere”, sfido chiunque a trovare, all'interno del progetto di ampliamento, una citazione dove si sostiene questo. All'interno del progetto di ampliamento è certamente affrontato anche il tema del post mortem, cioè di cosa succederà dopo che la discarica sarà definitivamente chiusa (cosa peraltro che avverrà tra 25 o 30 anni). C'è qualcuno dotato di buon senso per sostenere che la Belvedere, con la gestione dell'impianto, non generi risorse tali da supportare agevolmente e senza nessun problema anche il post mortem? Chi sarà e come ad amministrare queste risorse è altra questione: attraverso una fideiussione? La Belvedere in prima persona o il Comune a certe condizioni? Un dato è certo: la Belvedere comunque sia è una risorsa totalmente autosufficiente e in grado di apportare risorse al territorio che non è nel modo più assoluto un peso per la fusione. Qualche dato per chiarezza: negli ultimi dieci anni dall’attività della Belvedere sono arrivati all’Ato e alla Provincia di Pisa circa 19 milioni di euro e al Comune di Peccioli circa 60 milioni di euro. Di che cosa stiamo parlando? Altra questione portata alla luce e tanto più in modo improprio è quella che dice che “Sulla discarica ci sono sensibilità diverse e questo tema nel progetto di fusione non è stato sufficientemente affrontato”. Faccio presente che le problematiche relative all'ampliamento dell'impianto sono chiuse. A riprova di questo è anche la proposta di piano regionale dei rifiuti approvato di recente dalla giunta regionale, che prevede appunto, come da me sempre sostenuto, anche la discarica di Peccioli. Non si può pensare che in nome della democrazia si possa sempre ridiscutere tutto anche sui progetti in corso, questo è un male tutto italiano che ci rende poco credibili e spesso provoca perdite di tempo inutili ed economiche che paghiamo tutti.
Renzo Macelloni
presidente Belvedere Spa
peccioli
Disinformazione
e forzature
Peccato che Fabio Galardi, dal fronte del no, introduca nel dibattito sul progetto di fusione dei comuni di Peccioli, Capannoli e Palaia forzature e disinformazione inaccettabili. Da ciò si ricava che gli argomenti del suo no devono essere particolarmente deboli se deve ricorrere anche alla rappresentazione fuorviante ed imprecisa dei dati di bilancio di un ente locale. Fare riferimento al conto economico del Comune di Peccioli come se quello fosse la reale fotografia dei risultati di bilancio è un modo tecnicamente e sostanzialmente sbagliato di rappresentare le cose. Se in questo atteggiamento non c’è malafede, come mi auguro, c’è comunque avventatezza ed irresponsabilità. La questione del conto economico (che è un prospetto contabile allegato al rendiconto mutuato dai sistemi di contabilità delle società commerciali) è stata ampiamente spiegata più volte nelle sedute consiliari e la sua formazione è chiaramente descritta nelle relazioni del sindaco revisore. Il segno negativo altro non è che il risultato aritmetico della compensazione tra estinzione di residui attivi vetusti e cancellazione di residui passivi.
Nello specifico si è trattato di cancellare, quale atto dovuto di buona amministrazione contabile, i residui attivi derivanti da crediti della vendita delle aree Pip (Piano Insediamenti Produttivi) di proprietà del Comune lungo la direttrice de La Fila.
Nel bilancio dell’amministrazione comunale di Peccioli dunque non c’è più il residuo attivo (compensato con la cancellazione di residui passivi) e dunque le aree del Pip medesimo sono oggi totalmente capitalizzate e la loro vendita porterà dunque effettive maggiori entrate di alcuni milioni di euro al Comune di Peccioli.
Solo questo dato patrimoniale basterebbe a rappresentare la solidità del bilancio dell’ente, ma a questo si aggiunga che sia il rendiconto 2011 che il rendiconto 2012 hanno chiuso con avanzi di amministrazione pari a 1.901.000 euro e a 1.843.000 euro, due segni significativamente positivi.
Silvano Crecchi
sindaco
del Comune di Peccioli
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