Il Tirreno

Pontedera

Lorenzana, il Pd contro la Regione

di Francesca Suggi
Lorenzana, il Pd contro la Regione

Fusione: i Democratici invitano a votare no. Il segretario provinciale: a 2 propedeutica per quella a 5

2 MINUTI DI LETTURA





LORENZANA. Lo scrive nero su bianco. E fa circolare il volantino sui social network: il Pd di Lorenzana voterà “no” alla fusione con Crespina. In barba alla posizione opposta espressa chiaramente l’altra sera a Pian di Laura dall’assessore regionale Vittorio Bugli - in quota Pd –. E pure senza tener conto che i “cugini” crespinesi figli dello stesso Partito democratico sostengono in blocco la fusione tra i due Comuni, la posizione contraria lorenzanese sorprende. Crea interrogativi sull’unità del partito. E non manca di generare imbarazzo della segreteria provinciale, a meno di due settimane dal referendum del 6,7 ottobre che sancirà la fusione, o meno, dei due enti in un nuovo Comune unico.

«Riteniamo – si legge sul volantino – che sia possibile arrivare a percorsi di fusione più ampi e partecipati con i cittadini. I benefici economici, ammesso che ce ne siano, visto che ad oggi nessun Comune unificato in Toscana li ha ricevuti, saranno disponibili comunque anche per altre iniziative alternative di fusione, seppur avviate successivamente e non devono essere considerati una tantum per svendere Lorenzana, ma una risorsa importante con la garanzia, ad oggi inesistente, che verrà spesa nel nostro territorio per promuovere sviluppo». Il direttivo lorenzanese sconfessa l’ assessore Bugli che durante la riunione Pro fusione dei giorni scorsi ha garantito, più volte, la certezza dei contributi per quei territori che si fonderanno entro gennaio 2014. Per poi confermato che la stessa sicurezza sui contributi non ci può essere per chi deciderà di fondersi dopo. Il Pd di Lorenzana mette in dubbio la Regione. Questo crea qualche disagio in segreteria provinciale. «Non ho motivo di credere che i contributi regionali non arrivino», afferma il segretario Francesco Nocchi. Sulle posizioni completamente discordanti delle anime Pd lorenzanese e crespinese, Nocchi non si sbilancia. «Noi siamo favorevoli ai percorsi di fusione, seguendo il modello portato avanti dal governo di centro sinistra. Alla fine entrambi i gruppi Pd sono favorevoli alla fusione, anche se per Lorenzana doveva essere avviato un percorso più ampio, allargato ai cinque comuni, proprio per omogeneità territoriale e di compenetrazione economica».

Il segretario cerca di arginare l’evidente spaccatura. «La mia opinione personale è che la fusione a 2 sia propedeutica per quella a 5». La domanda adesso è una: il segretario provinciale sostiene il “sì”, oppure il “no” al referendum? «A questa domanda non rispondo», dice. E chiude: «Sicuramente il Pd in questo caso dovrà riprendere un ragionamento unitario e noi ci adopereremo per questo: se passerà la fusione, il sindaco di Crespina Thomas D’Addona in quota Pd e quello di Lorenzana, Gianluca Catarzi a capo di una lista civica, dovrebbero stare in due liste separate».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La manifestazione

Firenze, oltre 2.000 studenti in corteo: «Se ci togliete il futuro noi vi blocchiamo il presente»

di Redazione Firenze