Il Tirreno

Pontedera

La strada è vietata ai tir ma nessuno controlla

di Cristiano Marcacci

Continua il paradosso della Bientinese: gli automobilisti stangati dagli autovelox mentre i camionisti transitano a qualsiasi ora ignorando l’ordinanza del 2009

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BIENTINA. Non hanno mai cominciato a farle, non le hanno mai fatte e non inizieranno mai. Eppure, l’ordinanza c’è. Le multe sono possibili addirittura dal marzo del 2009, ma nessuno ha mai pensato di far rispettare quelle norme, da sempre rimaste sulla carta e mai passate alla pratica coi controlli lungo la strada. Lungo quei tredici chilometri di asfalto dissestato in più punti la Provincia di Pisa ama “inchiodare” solamente gli automobilisti. Loro sì che vengono stangati quotidianamente e senza il minimo perdono, con quei due autovelox pronti ad immortalare chiunque proceda oltre il limite dei cinquanta chilometri orari.

La Bientinese, la strada che da Bientina porta ad Altopascio attraverso la zona del padule, e il mancato rispetto del divieto di transito ai mezzi superiori a 7,5 tonnellate tornano sotto il tiro delle polemiche. Ha completamente ragione la lettrice che ci ha scritto da Casteldelbosco e la cui lettera è pubblicata a destra in questa pagina. È giusto multare gli automobilisti che oltrepassano il limite dei cinquanta chilometri orari vigente, ma sarebbe altrettanto giusto far rispettare anche l’altro divieto, quello cioè che non consente il transito ai tir. La strada è costellata di cartelli che avvertono del fatto che i camion superiori alle sette tonnellate e mezzo non possono passare, ma vengono sistematicamente ignorati.

Come dimostra indiscutibilmente la nostra inchiesta fotografica realizzata sul posto nella tarda mattinata di ieri. Nonostante abbiamo scelto un orario non proprio consono al traffico dei mezzi pesanti (erano passate le 12 da un po’), sulla Bientinese si è assistito ad un continuo flusso di tir, sia in direzione di Bientina che in direzione di Altopascio. Mentre di camion superiori alle 7,5 tonnellate ne abbiamo contati diversi in pochi minuti, di controlli da parte di carabinieri, polizia stradale o polizia provinciale nemmeno l’ombra. Proprio come afferma la signora della lettera a fianco.

Abbiamo accostato l’auto all’altezza dell’ex ristorante Vettori, siamo scesi e, armati di macchina fotografica, abbiamo atteso il passaggio dei “bisonti” della strada. Erano esattamente le 12,35. Non passa nemmeno un minuto e transita il primo autoarticolato. Viene seguito in rapida cronologia da altri cinque: uno alle 12,37, uno alle 12,38, un altro alle 12,41, un altro ancora alle 12,42 e, infine, un ultimo alle 12,45.

In tutto fanno sei, nel giro ristrettissimo di dieci minuti. Davvero un po’ troppo per una strada dove da oltre quattro anni vige il divieto di transito per questi mezzi.

Il problema principale, ovviamente, non è rappresentato dagli autisti che imboccano ugualmente la Bientinese infischiandosi dei cartelli, tanti e ben visibili, bensì dalla totale mancanza di posti di controllo da parte delle forze di polizia. Chi conduce un tir, infatti, deve rispondere, molto spesso, a logiche di vantaggio economico. «Per evitare la Bientinese – ci spiegava tempo fa un camionista – dovremmo, per collegarci all’autostrada e raggiungere Altopascio, passare da Migliarino Pisano o da Monsummano. Ovvero, diverse decine di chilometri in più e, soprattutto, una cinquantina di minuti in più al volante».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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