Sicurezza
«Un altro contesto per l’opera di Kalari»
VOLTERRA. «Monumentali leggerezze». Così Progetto originario (Po) bolla la scelta dell’amministrazione volterrana di collocare la scultura “La donna accovacciata” dell’artista Arian Kalari in piazza...
VOLTERRA. «Monumentali leggerezze». Così Progetto originario (Po) bolla la scelta dell’amministrazione volterrana di collocare la scultura “La donna accovacciata” dell’artista Arian Kalari in piazza Martiri della Libertà affianco a quella di Mino Trafeli piazzata nel 1976, come omaggio reso ai morti nella caserma minata e fatta esplodere dai nazifascisti nel 1944 in cui persero la vita 15 volterrani.
«Sul piano del metodo ci sembra del tutto evidente che sarebbe stato da evitare l’accostamento nel raggio di pochissimi metri di monumenti completamente diversi sia per stile che per contenuto – afferma la lista d’opposizione –. Nessun amministratore ragionevole avrebbe potuto pensare di addossare un monumento ad un altro preesistente, avendo a disposizione in città cento altri luoghi spaziosi e sostanzialmente “liberi”. Non serve una laurea per avvertire che ogni oggetto d’arte ha bisogno di un suo spazio dedicato, per evitare quell’effetto rigattiere per cui, a causa dell’interferenza e del disturbo reciproco, tutte le opere risultano svilite». Che aggiunge: «L’inopportunità della scelta risulta ancor più evidente allorquando si consideri il luogo prescelto per l’installazione e la sua storia».
Po bolla la scelta come «superficiale», sottolineando che «quando un’amministrazione opera in una città millenaria avrebbe come minimo il dovere di leggersi la sua storia». E concludono: «La scultura femminile potrebbe trovare un contesto più idoneo in un diverso luogo di Volterra. Basterebbe applicarsi un tantino di più per trovare un’infinità di soluzioni, sicuramente più ragionate e idonee alla valorizzazione di entrambe le opere».
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