Gioco
Gatti: «Il caso Lorbac finirà sotto la lente del Ministero»
La promessa della senatrice Pd all’incontro coi dipendenti Al lavoro per convincere le banche ad anticipare la mobilità
CASTELFRANCO DI SOTTO. Il caso Lorbac arriverà fino a Roma, sui tavoli degli uffici del Ministero del Lavoro. Così la senatrice Maria Grazia Gatti proverà ad alzare il livello di una battaglia che appare sempre più determinante per il futuro del distretto. «È quello che posso fare – ha spiegato –: presentare un’interrogazione urgente, in modo che anche il Ministero inizi ad acquisire informazioni sulla situazione». Parole che non bastano, certo, a tranquillizzare gli oltre 80 dipendenti dell’azienda, riuniti ancora una volta, ieri pomeriggio, nei locali della Casa del Popolo di Castelfranco, ma che senza dubbio contribuiscono a dare il segno dell’importanza che la vicenda sta via via acquisendo. Le senatrice Gatti, infatti, è intervenuta ieri nell’incontro organizzato dal Pd del comprensorio, alla presenza di vari esponenti democratici e dei quattro sindaci del Valdarno al completo. Il tutto, come sempre, davanti a una platea tesa e dubbiosa, alla quale la senatrice si è rivolta con un appello: «Non perdete la solidarietà tra di voi – ha detto –. Siate corretti e sinceri. Perché è normale che ciascuno abbia necessità diverse, ma occorre rendersi conto che per un territorio come questo, perdere certe specializzazioni significa imboccare la strada verso un impoverimento. I vostri amministratori hanno ben chiaro questo rischio e faranno di tutto per starvi vicini. Quello che mi sembra assurdo, piuttosto, è il silenzio delle associazioni datoriali: così come hanno avuto un senso per la depurazione, devono averlo anche di fronte a queste situazioni».
Forte la critica anche alla linea di condotta della proprietà: «È il segnale – ha proseguito Gatti – che la crisi ha fatto venir meno il rispetto della dignità personale». Un atteggiamento contestato subito anche da Massimo Baldacci, segretario Pd per la zona del Cuoio: «Un comportamento inaccettabile per la storia e per il marchio Lorbac – ha affermato –. Perdere un’azienda come questa sarebbe un colpo durissimo per tutta la filiera». La sensazione, infatti, è quella di trovarsi di fronte ad un bivio pericoloso per il distretto: «Se cediamo sul Lorbac si rischia un effetto domino», ha detto chiaramente l’assessore provinciale Graziano Turini. Per questo l’impegno delle istituzioni e dei sindacati si sta muovendo in due direzioni parallele: da un lato la ricerca di strumenti di sostegno per i lavoratori, dall’altro la verifica su eventuali imprenditori disposti a rilevare l’azienda portandone avanti il marchio. Verifica che al momento sembra aver dato qualche timido segnale. Questi due punti saranno al centro di un nuovo incontro in Regione, in programma oggi negli uffici dell’assessore Simoncini. «Perché riteniamo – ha detto Domenico Contino (Cgil) – che ci siano tutte le condizioni affinché l’attività dell’azienda possa continuare. L’attuale situazione è solo frutto di un’incapacità». La prima urgenza, però, è quella di offrire ai lavoratori una qualche forma di sostegno economico: «Stiamo incontrando gli istituti di credito per tentare un anticipo della mobilità», ha ricordato il vicesindaco di Castelfranco Gabriele Toti. Strumenti messi a disposizione attraverso convenzioni fra Provincia, Regione e pool di banche locali, ma che ancora non concepiscono la mobilità, escludendo di fatto i lavoratori del Lorbac. L’obiettivo auspicato, infatti, è quello di trasformare la mobilità in cassa integrazione straordinaria, per anticipare subito risorse ai dipendenti, e non interrompere il rapporto di lavoro in vista di un eventuale compratore».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
