Ammontano ad oltre mille gli abusi su cui si è intervenuti
SAN MINIATO. Il progetto “Codice Rosa” nasce nell'azienda Usl 9 di Grosseto il primo gennaio del 2010, nel 2012 diviene progetto regionale con l'avvio della sperimentazione nelle aziende Usl di...
SAN MINIATO. Il progetto “Codice Rosa” nasce nell'azienda Usl 9 di Grosseto il primo gennaio del 2010, nel 2012 diviene progetto regionale con l'avvio della sperimentazione nelle aziende Usl di Arezzo, Lucca, Prato e Viareggio. Viene firmato un protocollo d'intesa tra la Regione e la procura generale della Repubblica di Firenze. La bozza del piano socio-sanitario della Regione Toscana lo indica tra i progetti regionali prevedendo la sua diffusione entro il 2014 in tutti i pronto soccorso delle Aziende sanitarie toscane, per assicurare accoglienza, cura e assistenza alla popolazione su tutto il territorio regionale. Nel 2013, è stato esteso a 5 nuove aziende (Empoli, Pisa, Livorno, Careggi e Meyer). Il Codice Rosa si occupa di tutte le vittime di violenza sessuale e domestica appartenenti alla categoria denominata fascia debole. Il termine “fasce deboli” è utilizzato dai magistrati per indicare i reati commessi su soggetti che, a causa della loro situazione di debolezza, più facilmente possono diventare vittime di violenze. I reati di cui si occupano riguardano: abusi sessuali minorili, violenze sessuali, traffico pedopornografico, maltrattamenti in famiglia, contro i minori e disabili, truffe e furti ai danni di anziani. Il vero cuore del progetto è la realizzazione di una rete task force interistituzionale rappresentata da soggetti diversi: Asl, forze dell’ordine, magistratura, politica, terzo settore, pubblica amministrazione, in grado di intervenire con professionalità e tempestività per l’effettuazione di interventi di specifico interesse sanitario, regolati da protocolli comuni e condivisi e garantire la continuità assistenziale con le strutture territoriali aziendali e le associazioni del privato sociale che operano a livello territoriale, per potenziare il collegamento con le azioni sul territorio per assicurare tutela e sostegno alle vittime di violenza successivamente alla presa in carico del pronto soccorso.
Il progetto “Codice Rosa”, nel primo anno di attività, ha permesso di far emergere oltre 1.455 casi di maltrattamenti e abusi, stando ai dati forniti dalle aziende Usl di Lucca (250), Prato (338), Arezzo (241), Grosseto (466) e Viareggio (160).
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