Sicurezza
Fusioni, il fronte del no mette insieme i dubbi
Nasce il comitato contro il maxi abbraccio tra Peccioli, Capannoli e Palaia «È importante andare a votare: ecco tutto quello che non vi hanno detto»
PECCIOLI. Non si è obbligati a dire “sì” al referendum del 6 e 7 ottobre sulle fusioni tra Comuni. Si può anche dire “no”. Nei prossimi giorni cercheranno di spiegarlo ai cittadini di Peccioli, Palaia e Capannoli (avviati, secondo la proposta alla base della consultazione, a formare un unico Comune) coloro che sono contrari al maxi abbraccio. Il fronte del “no”, infatti, si sta organizzando e sta crescendo sensibilmente in numero di aderenti. Come è possibile verificare anche da Facebook, dove è stato creato il gruppo dei critici della fusione. Tra i sostenitori più attivi della schiera dei contrari c’è anche Franco Cavallini, ex vice sindaco di Peccioli ed ex braccio destro dell’allora primo cittadino Renzo Macelloni, ora presidente della “Belvedere spa” (discarica di Legoli).
«Non essendoci quorum – spiegano i contrari alla fusione – anche se i “si” saranno pochi, vinceranno e decideranno per tutti. Pertanto, chi ha dei dubbi deve andare a votare ed esprimere un “no”. Perché almeno, se vinceranno i “no”, potrà iniziare una discussione approfondita da fare con più tempo. Con un “si”, invece, si andrebbe incontro ad una scelta definitiva, irreversibile, da cui non si potrebbe mai più tornare indietro».
«È in atto una vera e propria propaganda – affermano dal fronte del “no” – studiata da professionisti della pubblicità, pagata in parte con soldi pubblici e in parte da una società privata, evidentemente molto interessata alla fusione. Quali sono le ragioni di tutto questo interesse? A quando una vera informazione, imparziale e completa?».
Parecchi dei dubbi si focalizzano sulla discarica. «Per 30 anni – proseguono i contrari, soprattutto tra Palaia e Forcoli – Peccioli è stata gelosa dei suoi “tesori”. Ora cerca di coinvolgere gli altri Comuni. Perché? Siamo sicuri che a Peccioli continui ad esserci tutto questo oro? È noto che negli ultimi due anni i costi del Comune di Peccioli sono stati superiori ai ricavi per oltre tre milioni di euro? È altrettanto noto che ogni discarica deve sopportare ingenti costi per almeno trent’anni dopo la sua chiusura e che sarà il Comune (anziché il gestore della discarica) a dover affrontare questi costi?».
Inoltre, i “critici della fusione” ricordano che a fine ottobre è attesa la sentenza del Tar che potrebbe anche bloccare il mega ampliamento della discarica. Che succederà in quel caso? Un altro motivo, secondo il fronte del “no”, per prendere ulteriormente tempo e rinviare la decisione con un “no” appunto, il giorno del referendum.
«Questa decisione – viene fatto presente – avrà una portata storica. Perché tutta questa fretta? Perché non si è discusso del progetto con calma e serietà, coinvolgendo davvero la popolazione? Per un cambiamento del genere non possono essere sufficienti un opuscolo “di parte”, un manifesto e qualche riunione nel bel mezzo dell’estate».
Cristiano Marcacci
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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