Sicurezza
Casa della salute: per metà ottobre l’inaugurazione
La Asl va avanti. Sul ricorso al Tar contro la Regione: «Soldi pubblici per fini di parte, serve la Corte dei Conti»
VOLTERRA. La sfiducia dei due sindaci non scuote il numero uno della Asl 5, Rocco Damone. «Noi andiamo avanti, a metà ottobre inaugureremo la Casa della Salute e l’altro giorno in Regione si ribadiva l’impegno di tutti al mantenimento del presidio di Volterra, con riferimento ai singoli patti territoriali: c’erano tutti i sindaci dei Comuni dei piccoli ospedali a Firenze, insieme ad Asl e Uncem, mancava solo Buselli impegnato in una conferenza stampa dai contenuti fantasiosi». Il direttore si riferisce all’incontro con cui Buselli ha dato notizia del ricorso al Tar contro la Regione e della sfiducia alla direzione Asl. «Il sindaco continua nel suo atteggiamento demagogico e populista: anche se in compagnia, non può sfiduciare il direttore della Asl, legge 40 della Regione: sembra il solito polverone sollevato quando è a corto di argomenti sulle questioni socio-sanitarie». E puntualizza: «Ricordo che l’organizzazione e la pianificazione dei servizi sanitari spettano alla Regione, al direttore generale spetta applicare le indicazioni, contestualizzandole alle specificità dei territori, confrontandosi con le istituzioni, dove esiste un vero confronto, da cui Buselli rifugge e si trincera dietro atteggiamenti infantili e poco risolutivi. Ormai è ostaggio delle rete dei comitati locali e mette in pratica comportamenti poco lucidi». Sulla Casa della Salute: «Viene istituita all’interno del distretto socio-sanitario, che dal 1996 è all’interno del perimetro dell’area ospedaliera, con cui non ha alcuna contiguità: quindi non viene messo in discussione quel che viene chiamato ospedale S. Maria Maddalena, ergo, il sindaco dice bugie grossolane, spero che sia consapevole». Sul ricorso al Tar costato 5mila euro: «Osservazioni che travisano le norme vigenti, sarà contrastato in tutti i gradi di giudizio: sarebbe interessante acquisire un giudizio della Corte dei Conti sull’utilizzo di soldi pubblici a fini strumentali e di parte».
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