Sicurezza
«Attenti a chi vendete le aziende»
Silenziosa e nascosta dietro professionisti insospettabili. Così, in provincia di Pisa, si muove la mafia
CASCINA. Silenziosa, nascosta dietro professionisti e persone all’apparenza insospettabili, la criminalità organizzata si interessa sempre di più e fa affari anche nell’apparentemente tranquilla provincia di Pisa. Un rischio, quello delle infiltrazioni criminali, sempre più concreto e molti segnali dicono che la nostra provincia è molto appetibile alle organizzazioni che hanno a disposizione enormi risorse finanziarie e le possono investire rilevando aziende in crisi o che non riescono ad affrontare un ricambio generazionale. Segnali che si leggono anche nel territorio di Cascina e che non riguardano solo la nota vicenda dell’azienda incaricata di realizzare il nuovo distretto sociosanitario dell’Asl a Casciavola. Distretto non ancora finito, al centro di non poche traversie, compreso uno stop forzato del cantiere dopo che l’impresa della Campania era stata segnalata al sindaco di Cascina Alessio Antonelli dal prefetto di Pisa come a rischio per quanto riguarda possibili infiltrazioni malavitose. Una vicenda del 2010 che ha prodotto un ricorso al Tar della Toscana contro la sospensione dei lavori presentato dall’azienda stessa. Il Tar ha annullato ogni atto del Comune condannando pure il ministero dell'Interno al pagamento delle spese di giudizio in favore della società ricorrente. Dopo un controllo effettuato sul cantiere, dopo una relazione della Dia di Firenze, oltre che della prefettura di Napoli, il Comune di Cascina, venuto a sapere che c'era il rischio di tentativi di infiltrazione mafiosa da parte della criminalità organizzata, aveva agito subito. E oggi la stessa azienda è al centro di un altro provvedimento della prefettura di Napoli. Una vicenda che ha ricordato ieri mattina a Cascina Renato Scalia, consigliere della Fondazione Caponnetto e autore del rapporto 2013 sulla presenza delle mafie dal titolo "Per una Toscana senza mafie". Ma altre situazioni a rischio sono state segnalate anche recentemente.
«Le infiltrazioni mafiose negli appalti pubblici in Toscana – ha aggiunto Scalia, dopo aver ricordato il caso del distretto socio sanitario– sono un fenomeno importante. Sulle infiltrazioni in Toscana, però, c’è la tendenza a nascondere, invece dobbiamo conoscere. Dobbiamo rendere consapevole l’opinione pubblica di quello che succede».
Basta ricordare, come emerge dal rapporto presentato a Cascina agli studenti della IV I del liceo internazionale dell’istituto Pesenti, impegnati in un progetto sulla legalità, che in Toscana la mafia fattura 15 miliardi di euro e sono 117 i clan mafiosi (l’ultimo scoperto a Pisa poco tempo fa dopo il sequestro di un’edicola) operanti nella nostra regione. E la crisi che attraversa numerose aziende può favorire la crescita di questo temibile trend.
Sull’importanza di non abbassare la guardia di fronte a certi rischi hanno insistito sia il sindaco di Cascina, Antonelli, che Federico Gelli, deputato del Pd. La lotta alla mafia si costruisce sul terreno del rispetto culturale, dai piccoli gesti quotidiani. Il sindaco ha inoltre invitato i cittadini, gli imprenditori in particolari, a stare attenti, ad avere a cuore la loro città. Cioè a prendere in considerazione le persone con le quali fanno affari. «Ci sono imprenditori in difficoltà che vendono le loro aziende – ha detto – a loro dico di stare attenti. Non basta un regolare contratto di vendita, bisogna andare a vedere anche chi ci sta dietro». «La nostra provincia non è immune da certi fenomeni, anzi è appetibilissima – ha detto il prefetto Francesco Tagliente al quale erano affidate le conclusioni –. Quando si parla di criminalità organizzata non tutto può essere rivelato per non compromettere le indagini». Ma in questo territorio «si lavora per fare rispettare ai cittadini il profumo della legalità», ha aggiunto, e scoraggiare chi viene per investire il denaro delle attività illecite. La prefettura di Pisa è stata la prima in Toscana ad avere adottato un protocollo di legali, un vero e proprio codice antimafia.
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