Il Tirreno

Pontedera

Sanità, ricorso al Tar contro la Regione

di Francesca Suggi
Sanità, ricorso al Tar contro la Regione

Il Comune di Volterra decide di affidarsi a un avvocato contro la delibera che parla di riconversione dei piccoli ospedali

3 MINUTI DI LETTURA





VOLTERRA. L’avvocato visiona le delibere regionali, individua possibili violazioni delle normative e vizi procedurali: è fatta. Il Comune di Volterra dà mandato al legale di fiducia Giancarlo Altavilla di fare ricorso al Tar contro la Regione. L’obiettivo? Arrivare a far annullare gli atti di giunta, quelli che riguardano l’introduzione della Casa della salute all’interno dei presidi ospedalieri e la riconversione dei piccoli ospedali. Da mesi il primo cittadino si sta battendo per far cancellare dalla delibera di giunta il termine “riconversione”. Senza esito. Là dove non arriva la politica, si prova a colpi di carte bollate e tribunali.

«Con convinzione ho firmato i patti territoriali e sono un motivo in più proprio per fare ricorso al Tar: una delibera di giunta fatta in questo modo, dove si parla anche dell’ospedale di Volterra, non può mettere in discussione il mantenimento del nostro presidio. È inaccettabile», premette il primo cittadino. Buselli da tempo guarda con sospetto quella che lui definisce «determinazione della Asl a portare a termine la realizzazione della Casa della salute all’interno dell’ospedale, senza ascoltare la voce contraria della città».

A rinforzare la mancata concertazione che Buselli imputa al direttore dell’Asl Rocco Damone sulla Casa della salute anche il sindaco di Castelnuovo, Alberto Ferrini. «Vale la pena ricordare che Castelnuovo ha firmato un documento in conferenza dei sindaci in cui si sottolinea che è necessario un confronto e un coordinamento tra Regione, Asl e territori: questo si dice anche nei patti territoriali rispetto alla dislocazione della Casa della salute, concertazione che non c’è stata». La posizione è univoca: a rincarare torna il sindaco di Volterra. «Damone si assumerà la piena responsabilità politica di questa mancata concertazione, perché di fatto, lui è un direttore sì, ma sta facendo il politico». Si punta il dito contro quello che viene definito «atteggiamento illegittimo» della giunta regionale che, a colpi di delibere (senza interpellare il consiglio regionale) di fatto ha messo in atto una riforma sanitaria. Buselli ricorda la diffida dei mesi scorsi a Damone, sottolinea la disponibilità data dal presidente del Santa Chiara ad ospitare la Casa della salute nella casa di riposo. È l’avvocato Altavilla, che a giorni depositerà il ricorso, a spiegare i vizi formali alla base dell’atto. «Da parte della Regione c’è una grave violazione del passaggio normativo che prevede che sia il consiglio regionale, attraverso il piano sanitario, a dover mettere in atto la delibera regionale che recepisce il decreto dell’allora governo Monti, che impone tagli alla spesa sanitaria: il tutto però solo dopo aver coinvolto una nutrita platea di soggetti istituzionali e non». E chiude: «Dopo alcuni primi passaggi formali nel rispetto delle norme, è successo che sia stata la Giunta regionale e non il Consiglio, organo preposto secondo la norma, a sancire la riforma dell’offerta sanitaria con una sequela di atti che violano il principio di partecipazione dei territori e delle istituzioni che rappresentano i loro cittadini».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa