Attenzione
Il centro fa il pienone ma non è corsa all’acquisto
Affluenza decisamente superiore allo scorso anno. Gli esercenti, però, non hanno fatto grandi affari. Disatteso quasi completamente il tema della legalità
PONTEDERA. Alla fine le polemiche della vigilia non hanno condizionato il risultato della Festa del Commercio. Corso frequentato da migliaia di persone anche se i tempi sono quelli che sono e la crisi si fa sentire.
Non tutti i negozi hanno fatto affari ma quasi tutti i commercianti che hanno scelto di restare aperti la notte del commercio ritengono che il risultato sia stato raggiunto. Se l’obiettivo della festa è quello di trasformare la città in una grande vetrina si può dire che il risultato è stato portato a casa anche se, a differenza degli anni passati, ci sono state numerose defezioni. Pure tra quei commercianti che in passato hanno voluto separare la Notte bianca dalla Festa del Commercio c’è chi ha rinunciato ad aprire dopo cena lasciando le vetrine illuminate. Musica a volume alto sul corso e il passaggio delle street band sono stati l’attrazione della serata.Bar ed esercizi della ristorazione hanno lavorato. Un po’ meno gli altri negozi. Poche le vetrine allestite sul tema della legalità. È andata meglio con le promozioni, anche se non tutti hanno ritenuto di sfruttare questa opportunità. Alla fine si può dire che, anche se i commercianti non hanno saputo trovare accordi su numerosi aspetti organizzativi, la gente, soprattutto i giovani, hanno scelto la Festa del Commercio per trascorrere una serata diversa dal solito. «Siamo contenti del risultato della Festa del Commercio – dice Simone Silvi dell’Osteria numero 20 – ma non dell’organizzazione. Bisognerebbe rendersi conto che non c’è solo la Notte bianca e spalmare le risorse su più iniziative da organizzare nel corso dell’estate che farebbero lavorare tutti di più». Anche Gina Boschi, dell’omonima boutique in corso Matteotti, ritiene che il bilancio sia positivo. «Ho speso molto per l’allestimento della vetrina e ho avuto un ritorno. La gente è entrata, ha comprato e anche chi non lo ha fatto si è fermato a guardare le vetrine. Lo scopo dell’iniziativa è stato raggiunto».
Soddisfatto pure Fabrizio Lupi della Bottega del Caffè. «Per il periodo in cui siamo è andata bene – dice – le cose del passato non si possono più fare ma ognuno di noi ha avuto la possibilità di presentare al meglio la propria attività». Non sono andati benissimo gli affari per alcune catene in franchising che hanno chiuso a metà serata. «Clienti ne sono arrivati pochi sia durante la serata che nel pomeriggio – ha detto Simona Turini di Yamamay – e se vi guardate intorno vedrete che ci sono poche persone che vanno in giro con le borse degli acquisti».
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