Finanza
Il capo cantiere: «Io, solo una vittima»
L’avvocato di Banti e Brotini sull’inchiesta della Finanza: «Caso gonfiato», la giunta di Fucecchio pronta a chiedere i danni
FUCECCHIO. «Un caso di modesta rilevanza che è stato gonfiato». Così Massimo Megli, legale di Massimo Banti e Claudio Botrini, rispettivamente ex presidente ed ex direttore generale tecnico del Consorzio Conciatori di Fucecchio, accusati insieme ad altri due dipendenti di aver riversato nel canale Usciana e in Arno 5 milioni di metri cubi di liquami inquinanti attraverso il depuratore comunale gestito dal consorzio. Secondo la guardia di finanza, che nei giorni scorsi ha proceduto al sequestro preventivo di terreni, immobili e conti correnti del consorzio, in questo modo avrebbero abbattuto i costi realizzando ingiusti profitti per 18 milioni e 250mila euro dal 2006 al 2012. Secondo il legale, nell’Usciana non sono stati mai sversati liquidi pericolosi: «Non c’è dubbio – conferma- che si sono sforati i limiti nel trattamento dei reflui, ma solo rispetto ad alcuni parametri della tabelle Aia (Autorizzazione Ambientale Integrata, ndr) e di poche unità. Questo non vuol dire creare un danno ambientale. Era un modo per non produrre troppi fanghi di smaltimento, e anche – ammette – per risparmiare sui costi». E la moria di pesci nell’Usciana? «I pesci sono morti perché il depuratore aveva smesso di scaricare, e quando questo accade nel canale manca l’ossigeno». Quando alle manomissioni dei campioni di controllo per eludere le verifiche di Arpat: «Si tratta di una cosa che hanno detto due operai. Lo hanno detto loro. Verificheremo». Secondo la procura di Firenze il consorzio, al fine di procurarsi profitto, accettava dalle aziende esterne anche liquami che non era autorizzato a trattare perché troppo inquinanti, falsificando le analisi dei liquidi: «Tutti i rifiuti arrivati avevano una certificazione compatibile con quello che potevamo ritirare. Ci dicono che abbiamo alterato le analisi, allora lo dimostrino».
Sul registro degli indagati sono finiti anche il responsabile della manutenzione Guido Morelli e il capo impianto Marco Bocelli. Con quest’ultimo che respinge le accuse: «In questa vicenda io sono solo una vittima. Non dico altro perché prima voglio consultarmi con l’avvocato». L’attuale presidente del Consorzio conciatori, Valerio Testai, subentrato a Banti dopo il terremoto dello scorso ottobre causato dal blitz della Finanza, preferisce non rilasciare dichiarazioni, mentre la giunta fucecchiese guidata dal sindaco Toni ci va giù pesante: «Se i fatti venissero accertati i responsabili avrebbero rubato alla collettività sia denaro che salute. Auspichiamo che la magistratura accerti rapidamente tutte le responsabilità, che i colpevoli siano condannati e chiamati anche a risarcire i danni causati all’ambiente e ai cittadini. Qualora le accuse venissero confermate ci riserviamo il diritto di costituirci parte civile per risarcire i cittadini dei danni arrecati dal comportamento fraudolento».
Matteo Leoni
Francesco Turchi
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