Il Tirreno

Pontedera

Rapporto sulla criminalità organizzata

La mafia in Toscana fattura 15 miliardi di euro e sono 117 i clan mafiosi operanti nella nostra regione». Se ne parlerà durante un incontro alla biblioteca comunale di Cascina

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CASCINA. Si svolgerà sabato 21 settembre, domani, alle 10.30 nella biblioteca comunale “Peppino Impastato”, via Comaschi 67 a Cascina, la presentazione del Rapporto 2013 sulla presenza delle mafie in Toscana della Fondazione Caponnetto dal titolo "Per una Toscana senza mafie". Saranno presenti Renato Scalia, consigliere Fondazione Caponnetto e autore del rapporto, Federico Gelli deputato del PD e membro della Commissione affari sociali della Camera, Alessio Antonelli sindaco di Cascina, Fernando Mellea, assessore alla legalità  e Domenico Bilotta, Diple Edizioni. Le conclusioni saranno del prefetto di Pisa Francesco Tagliente. «La mafia in Toscana fattura 15 miliardi di euro e sono 117 i clan mafiosi operanti nella nostra regione», è questa la sintesi del Rapporto della Fondazione Caponnetto che rivela, oltre al protagonismo economico delle varie mafie ormai ben conosciuto, anche il rischio che i clan criminali possono  colonizzare i territori. Al centro dei loro interessi gli appalti ma da monitorare anche i passaggi di proprietà di alberghi e pubblici esercizi. «La Toscana non è una terra di mafia -  si legge  nel documento – ma la mafia è presente, ed è una terra in cui ci sono i primi rischi di colonizzazione mafiosa, rischi che fino all'altro giorno non erano presenti. Un trend in crescita in tutte le città».

 «Un rapporto preoccupante che non deve essere sottovalutato – sottolinea Federico Gelli deputato del Pd e componente dell’ufficio di Presidenza della Fondazione Caponnetto – perché offre un’analisi accurata e puntuale della penetrazione della criminalità organizzata nella nostra Regione, complice anche la pesante crisi economica, per muovere i suoi tentacoli. Basti pensare alle recenti operazioni antimafia contro ‘ndrangheta e camorra che hanno portato ad arresti e al sequestro di milioni di euro di beni vicino Montecatini e nella stessa Pisa. Per questo non bisogna abbassare la guardia anche se la Toscana ha tutti gli anticorpi per reagire all’infiltrazione criminale».    

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