Il Tirreno

Pontedera

«I nostri giorni di disagio rimpiangendo Pontedera»

di Sabrina Chiellini
«I nostri giorni di disagio rimpiangendo Pontedera»

Gli ufficiali giudiziari: «Spazi aperti, le condizioni ambientali sono pessime» Viaggio a vuoto degli avvocati, vanno a Pisa e scoprono che le pratiche non ci sono

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PISA. «Una situazione che non si può gestire, ci fanno lavorare in spazi ristretti quando a Pontedera ci sono uffici giudiziari che potrebbero funzionare perfettamente». Sono giorni di lavoro con molti disagi per gli esodati della sezione distaccata del tribunale di Pontedera, ufficiali giudiziari compresi, che da un giorno all’altro sono stati “spediti” a Pisa senza che ci fosse stata una programmazione adeguata a traslocare arredi e fascicoli. Quando entriamo, prima di arrivare al tribunale, nella sede degli ufficiali giudiziari in via De Amicis, punto di partenza di una mattinata in giro negli uffici giudiziari pisani, incontriamo Gennaro Caputo, ufficiale giudiziario, e altre colleghe che non hanno difficoltà a raccontare i loro disagi. Mattinate, giornate che diventano interminabili. Uffici dagli spazi ridotti, un solo bagno per 30 persone (ce ne sarebbe un secondo ma ha problemi allo scarico). E, soprattutto, un problema di acustica.

«Gli spazi sono aperti – spiegano gli ufficiali giudiziari – si crea un problema di acustica non indifferente. Lavoriamo con un rumore di fondo, quello delle voci di chi viene in ufficio, che non ci abbandona mai». Gli impiegati di Pontedera sono stati sistemati alla meglio. Le loro scrivanie sono ancora, in buona parte senza computer. C’è chi non ha nemmeno una sedia, oltre alla scrivania. E conta sulle uscite dei colleghi per assicurarsi un posto dove mettersi a sedere. In questi giorni, infatti, alcuni impiegati della sezione distaccata sono tornati a Pontedera per accogliere gli ispettori ministeriali. «È molto difficile lavorare in questa situazione – aggiunge Agnese Turtoro, operatore giudiziario – soprattutto per la confusione – Sono così stanca, dopo appena pochi giorni, che dopo nove anni che seguo un corso di inglese sono andata al test di ammissione a un nuovo corso e ho sbagliato tutto.... Mi hanno rimesso nella classe di partenza...». Il deposito degli atti richiede pazienti attese e la mattina alle 9 la coda di chi aspetta di accedere allo sportello arriva sul terrazzo. Fino a quando regge la bella stagione si può anche fare. Facile immaginare i disagi nel primo giorno di pioggia.

In tribunale, in piazza della Repubblica, le cose non vanno meglio. Il mancato trasloco di arredi e fascicoli dalla sezione distaccata sta creando enormi disagi in un contesto già abbastanza problematico. Al giudice Angelo Perrone, arrivato da Pontedera, è stata trovata una stanza in fretta e furia dopo che per un giorno è rimasto senza ufficio. Per riuscire a individuarla ci vuole il radar. In pochi sanno dove è stato sistemato il giudice. Passato lo choc iniziale, il giudice si è attivato per rendere il piccolo spazio almeno pulito e fare rimuovere gli oggetti abbandonati lì da chissà quanto tempo. Ma il vero problema è quello della mancanza di spazi. Fino a quando non sarà trasferita la polizia giudiziaria il caos sarà grande. E i “migranti” di Pontedera sono i primi a farne le spese anche se i colleghi di Pisa stanno facendo il possibile per rendere il trasferimento meno traumatico. Così nella cancelleria penale alcune impiegate che erano a Pontedera i primi giorni sono rimaste senza una “loro” scrivania, sedendosi su sedie di plastica verde di quelle da giardino.

Alla cancelleria civile stessa situazioni tra corridoi utilizzati come archivi improvvisati, con numerosi fascicoli depositati direttamente per terra, nel corridoio. Tra gli avvocati c’è chi ha fatto un viaggio a vuoto a Pisa. È il caso di due professioniste di Pontedera che dovevano seguire le pratiche di un’eredità ma se ne sono andate a mani vuote: il fascicolo è rimasto a Pontedera.

Il caos è destinato a peggiorare la prossima settimana quando termina lo sciopero dei penalisti e allora aumenterà al ricerca di aule per tenere le udienze.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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