Sicurezza
«Senza musica non ha senso stare aperti»
Niente musica, tantomeno cibo itinerante. La coppia di divieti non piace alle attività di via Lotti, né a quelle di piazza di Cefalonia e Corfù che decidono, per la maggior parte, di non partecipare...
Niente musica, tantomeno cibo itinerante. La coppia di divieti non piace alle attività di via Lotti, né a quelle di piazza di Cefalonia e Corfù che decidono, per la maggior parte, di non partecipare alla Festa del commercio di domani. «Sono l’unico negozio a stare aperto nella strada e lo faccio non per la festa, ma semplicemente perché ho aperto da poco: l’organizzazione di domani non mi è piaciuta», racconta Dominga Ferro, titolare del negozio di abbigliamento baby Do.De. «Lo scorso anno avevo chiamato un gruppo di ragazze che faceva musica e animazione per i bambini, con lo zucchero filato: senza un briciolo di musica come si fa ad attirare gente nella strada? Il passaggio della sola street band non basta», si sfoga. Accanto, la collega Serena Saracino del Compro Oro la pensa allo stesso modo. «Senza un intrattenimento musicale che attira la gente non ha senso restare aperti perché le persone dovrebbero venire in via Lotti oppure andare nelle altre vie?». Lei è pugliese, da oltre 10 anni è in Toscana e conosce da vicino cosa vuol dire voler vivere senza l’ombra della criminalità organizzata. «L’ho detto anche durante una riunione – aggiunge – Credo che legare una Festa del commercio ad una tematica seria come la legalità non sia cosa buona: si sensibilizza la gente sull’argomento con altre iniziative, non legando tutto ad una festa commerciale con musica e negozi aperti. Credo che chi veramente combatte la mafia, si offenderebbe di questo».
La vetrina outlet di Diciotti abbigliamento in via Lotti resterà accesa, domani. Così quella dell’altra attività della piazza: ma le saracinesche saranno abbassate. «Un conto era la festa del commercio degli anni ’90, dove ogni strada organizzava qualcosa, con la collaborazione di tutti e il ricavato andava per le luci di Natale: così è un appuntamento che ha poco senso – Luciano Diciotti lancia una proposta – Al limite andrebbe spostata verso ottobre, in odor di fiera, quanto i negozi hanno comunque le nuove collezioni ben allestite». Le esigenze della strada, comunque, sono diverse da quelle della piazza. Parola di Elena Crespina, titolare del bar Duomo. «Noi faremo orario normale, quindi di sera saremo chiusi – e racconta il suo malumore – Avevamo trovato una band con musiche folcloristiche, tipiche del Sud Italia, con vestiti tradizionali a tema, pure, con l’argomento scelto. Il gruppo si sarebbe esibito domani e secondo noi sarebbe stata una cosa carina e invece non se ne fa di niente». E il bar resta chiuso by night. (francesca suggi)
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