Il Tirreno

Pontedera

Pensionata raggirata e poi derubata per strada

di Gianni Bianchi
Pensionata raggirata e poi derubata per strada

L’ottantenne di Pomarance viene fermata da un’auto con a bordo 5 persone «Scendono in 2, si mostrano gentili, poi vanno via e a me è sparita la collana»

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POMARANCE. La scusa è quella “banale” di chiedere informazioni. Così un’auto con a bordo 5 persone affianca e di fatto raggira, una pensionata ottantenne di Pomarance, poi derubata.

Succede a Pomarance, in via della Costituzione, in pieno giorno. A raccontarlo è direttamente la vittima, ancora mortificata per aversi fatto raggirare.

«Io e mia sorella – ripercorre quel momento– stavamo andando al vicino supermercato a fare la spesa, era mezzogiorno». A questo punto, mentre le due donne sono per strada, si ferma accanto a loro un’auto: giù il finestrino, da dentro, il guidatore chiede come si arriva all’ospedale di Volterra.

«Volevano informazioni sulla strada per Volterra – continua la cronistoria del furto subito – cercavano l’ospedale mi pare, c’erano due donne, una più giovane, diciamo sulla trentina, e una un po’ più in là con gli anni, con due uomini, uno più giovane e un altro più vecchio, e un bambino, avevano un macchina abbastanza lunga fra il grigio e l’azzurro, secondo mia sorella era azzurra, per me dava più sul grigio».

A mente fredda le due donne ricordano anche i dettagli: sulla nazionalità una sola certezza. «Non erano italiani – dice con certezza la derubata – si intuiva dall’accento e poi erano scuri d’incarnato, e la targa dell’auto era gialla».

Cinque, quindi, le persone contate a bordo su una macchina grigia con targa gialla, forse olandese o lussemburghese. Ad un certo punto dall’auto scendono un ragazzo e una ragazza che, subito, si avvicinano alle due pensionate fin quasi ad abbracciarle. Per poi lusingarle con giri di parole, complimenti e false gentilezze allo scopo di nascondere le cattive intenzioni.

«Lei è assomiglia tanto a mia mamma mi dicevano – continua la pensionata 80enne – e mi baciavano le mani, nemmeno fossi Papa Francesco, poi iniziarono a farmi carezze sul viso, e lo stesso facevano con mia sorella, insomma un comportamento che non mi piacque per niente, quindi tagliammo corto e ce ne andammo, e lì per lì non mi accorsi di nulla».

Così la coppia rientra all’interno del mezzo, gli sportelli si richiudono e l’auto sfreccia via. Poi la sorpresa.

«Dopo, mentre tornavo a casa, mi toccai il collo, come per scrupolo – prosegue ancora – e mi resi conto che qualcosa non andava, la mia collana d’oro era sparita».

Un tuffo al cuore per la pensionata pomarancina. «A quel punto – continua – andai a fare denuncia, e da quello che poi mi dissero anche i carabinieri, ho capito che quasi sicuramente ero stata derubata proprio nel momento in cui mi stavano accarezzando». Un brutta disavventura che, più che sul piano economico, traumatizza la donna dal punto di vista affettivo. «Mi fa ancora male perché sia la collana, che mi aveva regalato anni fa mia zia, che la medaglia appesa, un riconoscimento al valore militare del babbo che aveva fatto la prima guerra, per me erano ricordi molto cari».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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