Attenzione
Blitz in casa, ma è un falso allarme
Questura e vigili urbani mobilitati per un presunto sos dopo un’aggressione
CASCINA. “Aiuto, aiuto”. Poche parole, confuse. Una voce femminile disperata che chiede aiuto al 113 della Questura di Pisa. Una richiesta di aiuto e poi la linea cade. Scattano le ricerche. Il telefono cellulare, la cui utenza è intestata a una donna residente a Pisa, diventa muto. E da quel momento si mette in moto la macchina dei soccorsi. Il cellulare viene localizzato in una frazione di Cascina, a San Benedetto a Settimo. Dalla questura chiamano i carabinieri, che sono impegnati su un’altra emergenza. Allora l’intervento viene passato ai vigili con tanto di indirizzo e civico preciso (come se il cellulare fosse stato localizzato con la massima precisione e non fosse stata indicata la zona da dove poteva essere partita la chiamata), Pochi minuti dopo due pattuglie con cinque vigili (anche se il numero effettivo degli agenti non è stato confermato dalla polizia municipale di Cascina) arrivano in via Carraia. Suonano al civico indicato dalla questura ma non trovano nessuno. Chiedono a un paio di vicini: niente di niente. Nel frattempo arriva a casa (al famoso civico da cui, secondo la questura, era partita la chiamata con richiesta di aiuto), il proprietario, un pensionato di quasi ottant’anni. Al cancello trova le macchine della polizia con il lampeggiante acceso, si spaventa ma li accoglie cordialmente. I vigili gli spiegano cosa è successo, sono lì per una richiesta di soccorso. L’uomo, piuttosto sconcertato, non ha problemi a dire che in casa non c’è nessuno, i figli sono al lavoro. I vigili gli chiedono di controllare in casa sua e in quella dei figli. Si fanno quindi accompagnare a controllare la presenza di eventuali telefoni fissi (ma la telefonata non era partita da un cellulare) sempre nell’ottica, così spiegano, di cercare una persona in difficoltà, che poteva essere in pericolo, spiegheranno in seguito. E con lo stesso proposito si sono presentati in cinque a casa del cittadino. Nel frattempo il giallo di via Carraia si chiarisce. Non c’è alcuna donna da salvare, almeno questa volta. La polizia chiama il cellulare, risponde una donna e chiarisce l’equivoco. Il cellulare era finito in mano a una bambina mentre era con la famiglia in macchina e stavano percorrendo la superstrada. Quando i genitori se ne accorgono tentano di prenderle il cellulare da cui parte la chiamata. L’operatore sente il trambusto ma non distingue le parole. Il caso si risolve senza neppure dover denunciare qualcuno per procurato allarme. E soprattutto senza che ci sia un’altra donna picchiata o aggredita. La polizia ringrazia il cittadino che si è messo a disposizione. Impossibile non chiedersi se gli agenti della municipale avrebbero potuto evitare di entrate in casa di due persone , che nel frattempo erano al lavoro, per sincerarsi che da lì non fosse partita la richiesta di aiuto o che non ci fosse una donna in difficoltà.
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