Italia
Stregati dal videogame delle rapine
È stato messo in vendita a sorpresa in anticipo di un giorno: in un negozio consegnate 300 scatole in appena due ore
«La saga di Gta ti fa fare cose come rapine, risse e sparatorie che nella vita reale non mi sognerei mai di fare». Gabriele Fiumalbi è uno studente di 19 anni e vive a San Romano. Capelli scuri ed espressione ansiosa. Di chi non vede l’ora di arrivare a casa, accendere la consolle e caricare la quinta serie di Grand Theft Auto, Gta appunto, il videogioco che da due giorni sta facendo impazzire i ragazzini, ma anche quelli più grandi e soprattutto i commessi dei negozi specializzati che prevedevano la vendita del colossal dei videogame, costato 265 milioni di euro, 25 in più del film in 3D Avatar. L’inizio della vendita era prevista per lo scorso aprile, poi è stata posticipata al 17 settembre, ma da qualche parte nel mondo qualcuno ha rotto il cosiddetto “day one”, scatenando il tam tam sui social network.
Una sorta di delirio collettivo che lunedì, alla faccia della crisi, ha portato alla vendita di 300 scatole in tre ore nel negozio Game Stop del centro commerciale Coop di Pontedera. Numeri simili anche negli altri punti vendita.
Ma non è tanto l’entità del giro d’affari a creare curiosità tra le generazioni che si sono tolte i videogiochi dalla testa da molti anni. Sono gli sguardi carichi di speranza nei confronti di un prodotto che arriva sul mercato dopo quattro anni di attesa. Gabriele Fiumalbi giura di giocare poco. Lo stesso dicono i suoi coetanei, Marco Ferri di Bientina e Andrea Cavallini, tutti e tre appena usciti dal negozio all’interno della Coop, dove la fila è piuttosto lunga. «Dicono che sia un gioco spettacolare», spiega Marco che ha venduto alcuni suoi vecchi videogame per ottenere sette euro di sconto sui 69 euro e spiccioli del costo di Gta 5. Un meccanismo comune a tanti. Jacopo Izzo, 17 anni di Pontedera, ha venduto addirittura una consolle per trovare i soldi da spendere in quello che si preannuncia come il gioco più lungo della storia. Gli esperti, infatti, hanno calcolato che occorrono 100 ore per vivere tutte le variabili offerte dalla casa americana Rockstar. «Tanto ne ho un’altra», dice sorridente Jacopo che, a regola, non avrebbe l’età giusta per acquistare Gta 5. Solo chi ha 18 anni, infatti, potrebbe acquistarlo, perché la saga è incentrata su una banda di malviventi, Franklin, Michael e Trevor che mettono a segno crimini nella sconfinata città di Los Santos, passando dal paracadutismo al golf allo yoga, dando anche la possibilità di speculare in Borsa. « Non è certo un gioco per i più piccoli – dice Samuele, 23 anni – Serve cognizione di causa, visto che tratta una materia delicata come quella del crimine». E non solo, perché Grand Theft Auto 5 lancia anche dialoghi in inglese, ma tradotti in italiano, che criticano aspramente la società, citando episodi ormai storici come quelli di Guantanamo e Abu Ghraib. «Io non sono nemmeno un appassionato – sentenzia Andrea La Pace, 32 anni di Ponsacco – Ho giocato solo a questo e ora accenderò di nuovo la consolle dopo tanto tempo solo per vedere com’è questo tanto decantato Gta 5».
Nei negozi di videogame si creano file e piccole folle, composte da giovanissimi che acquistano, da loro amici che li accompagnano con un’evidente invidia e di genitori che comprano il gioco per i figli. La voglia di giocare subito è palpabile. Edoardo Altamura, 20 anni di Pontedera, è appena uscito dal Game Stop di piazza Cavour. Sorride e mostra la confezione: «Lo aspettavo da tempo. Sarà spettacolare. Pensa che occupa 8 gigabyte di spazio all’interno della consolle. Hanno creato un mondo infinito che per essere caricato occorre tantissimo tempo, quasi un quarto d’ora».
Parole che sono come una spada nel cuore dei quarantenni, quelli che dovevano aspettare anche 45 minuti per caricare i giochini sul Commodore 64.
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