Proteste
Si smarcano dalla Rsu Fiom «Serve un confronto interno»
PONTEDERA. Manca il confronto nella delegazione Fiom in Piaggio. E si prendono posizioni a nome di tutti senza alcuna discussione. A metterlo in luce sono i delegati Simone Bagnoli e Alessio Bardelli,...
PONTEDERA. Manca il confronto nella delegazione Fiom in Piaggio. E si prendono posizioni a nome di tutti senza alcuna discussione. A metterlo in luce sono i delegati Simone Bagnoli e Alessio Bardelli, entrambi eletti nel parlamentino di Casa della Vespa. A dare la misura per i due delegati sono le critiche a firma della Rsu dei metalmeccanici aderente a Cgil al contratto di solidarietà in 3-4 Ruote «come strumento per gestire la situazione che si è venuta a creare in quella officina, ma soprattutto alla previsione di estenderlo al resto dei reparti».
«Non c’è stata una discussione in merito e non condividiamo come altri nostri compagni quelle posizioni», affermano Bagnoli e Bardelli. Che aggiungono: «Non siamo d’accordo perché la Fiom è firmataria di tale accordo, che ha siglato con responsabilità per risolvere momentaneamente la situazione della 3/4 Ruote e che dà risposte economiche migliori per i lavoratori. E non condividiamo di escludere l’estensione del contratto di solidarietà a tutti i reparti, anche se la situazione è diversa rispetto alla 3/4 Ruote».
I due sindacalisti entrano nel merito. «Alla 2 Ruote e alle Meccaniche quest’anno sicuramente ci sarà un massiccio ricorso alla cassa integrazione, che per i lavoratori vuol dire una perdita consistente del salario. Perciò è opportuno estendere la solidarietà a tutti, affinché non ci siano lavoratori che percepiscono il 60% del salario e altri oltre il 90%».
«La discussione non deve essere sul contratto di solidarietà ma sul come poter mantenere i livelli occupazionali alla Piaggio e nel nostro territorio, che ha visto troppe lavorazioni prendere la via asiatica». E da qui una proposta di metodo. «Per risolvere questa situazione bisogna coinvolgere nella discussione tutto il sindacato confederale, Cgil, Cisl e Uil, e la politica, perché ognuno si deve assumere le proprie responsabilità». E concludono: «Auspichiamo che venga aperto un tavolo di confronto al più presto con tutte le forze sociali».
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