Il Tirreno

Pontedera

La frana della Francesca appesa a un finanziamento

di Sabrina Chiellini
La frana della Francesca appesa a un finanziamento

La Provincia ha concluso e approvato il progetto per la prima fase dei lavori Adesso, però, deve intervenire la Regione, assegnando i soldi necessari

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CALCINAIA. Ultimi lavori per mettere in sicurezza il versante della collina al Ponte alla Navetta che lo scorso inverno è stato interessato da una vasta frana. La prima parte dell’intervento messo in cantiere dalla Provincia sta per essere finito con l’installazione della barriera paramassi (ieri sono stati posizionati altri pali di legno) e con la realizzazione di un sistema di drenaggio sotterraneo delle acque. Durante i mesi estivi gli operai hanno anche lavorato per abbassare la pendenza del versante che sta franando soprattutto ai lati della villa di proprietà di una società dell’imprenditore Luciano Barachini. Ma fino a quando l’intervento non sarà realizzato nel suo complesso, con la messa in sicurezza dell’intero versante, non sarà possibile - così hanno confermato l’assessore provinciale ai lavori pubblici Gabriele Santoni e l’ingegnere della Provincia Dario Bellini - riaprire la strada provinciale Francesca in entrambe le corsie.

Non ci sono stati ancora i tempi necessari per realizzare l’intervento più urgente (in tutto verranno spesi circa due milioni di euro) che interessa la parte alta del pendio che purtroppo resta a rischio di instabilità.

«Come Provincia abbiamo concluso e approvato – ha spiegato l’assessore Santoni – il progetto esecutivo per realizzare anche l’ultima parte di lavori con un muro di contenimento nella parte alta». Il progetto, già approvato dalla giunta provinciale, aspetta di essere finanziato dalla Regione che pure nei mesi scorsi ha già anticipato che l’intervento finanziato in provincia di Pisa sarà proprio quello al Ponte alla Navetta. È difficile pensare che la messa in sicurezza del versante sia stata completata con l’arrivo delle piogge invernali. Tuttavia i tecnici della Provincia ritengono che già presto prima intervento possa essere sufficiente ad affrontare nuove ondate di maltempo con un certo margine di sicurezza, grazie soprattutto all’abbassamento della pendenza del versante da cui nei mesi scorsi più volte si sono staccati massi e detriti - a causa dell’ampia presenza di acqua all’interno della collina - che hanno invaso la carreggiata costringendo a chiudere la strada per ragioni di sicurezza.

Il conto dei lavori lo pagherà la Provincia, costretta a intervenire per ripristinare il trafficio lungo la strada provinciale. Ma la questione passerà poi all’ufficio legale della Provincia stessa (che peraltro è destinata ad essere cancellata). Saranno gli avvocati della parte pubblica a dovere aprire un contenzioso col privato, proprietario della casa sulla collina e di parte della collina stessa. Probabilmente tra dieci anni, se la strada sarà quella di un processo civile, si parlerà ancora di chi ha il dovere di pagare i lavori alla collina.

Stessa strada, cioè quella del contenzioso legale, come era stato spiegato già lo scorso giugno durante un’assemblea con i cittadini a Montecalvoli sarà presa nei confronti di Acque spa per via San Michele a Santa Maria a Monte.

I tecnici della Provincia ritengono che la strada sia franata a causa della rottura di un tubo dell'acqua.

Di conseguenza chiedono che a pagare il ripristino della carreggiata sia Acque. Che, come è facile immaginare, si tira fuori dal problema anche se dovrebbe avere un’assicurazione che potrebbe pagare i danni.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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