Sicurezza
Non trovano nessuno che li licenzi
I dipendenti della “Sottovuoto Due A” chiedono l’aiuto dell’amministrazione comunale
SANTA CROCE SULL’ARNO. Non è cosa di tutti i giorni vedere dei lavoratori che protestano per essere licenziati. Succede a Santa Croce, con la situazione incredibile che coinvolge i dipendenti della “Sottovuoto Due A”, in via San Tommaso, rimasti ostaggio di una disputa tutta privata fra due società, che adesso si rimpallano a vicenda il compito di licenziare i lavoratori. In tutto 13 persone, già in forza alla “Due A Srl” fino al 31 dicembre 2008, poi trasformatasi nella “Sottovuoto Due A” dopo un contratto d’affitto rinnovato di anno in anno fino al 2012, in attesa di un ulteriore rinnovo per il 2013 che alla fine non è arrivato. Così, dopo aver portato avanti l’azienda per altri 8 mesi, la Sottovuoto ha annunciato la cessazione al 31 agosto, rimettendo l’azienda nelle mani del locatore. La vecchia società, tuttavia, in virtù degli otto mesi non regolarizzati, ha dichiarato di non riconoscere il contratto d’affitto e quindi di non avere responsabilità per il licenziamento. Il tutto in un’azienda che ha lavorato a pieno ritmo fino ai primi d’agosto. La sensazione è quindi quella di trovarsi di fronte ad una partita d’orgoglio, forse in virtù di un accordo verbale non andato a buon fine. Il risultato, però, per i dipendenti, è quello di un limbo senza diritti: 13 persone che si ritrovano senza stipendio e senza nessuno che li licenzi, e quindi senza la possibilità di poter riscuotere le rispettive spettanze, né di iscriversi alla disoccupazione o cercare un nuovo lavoro. Perché per legge risultano ancora assunti, e quindi non hanno alcun diritto, ad esempio, di richiedere il congelamento del mutuo, anche se dal prossimo mese, nei fatti, rischiano di dover vivere a zero euro. Così, ieri pomeriggio, accompagnati da Loris Mainardi della Cgil, i lavoratori dell’azienda sono arrivati in municipio per un incontro con l’amministrazione. «Una storia incredibile – ha spiegato Mainardi al sindaco Ciaponi – anche alla luce dei nomi e delle aziende che stanno dietro alla vicenda». All’interno della “Due A Srl”, infatti, che ha come legale rappresentante Bruno Morelli, figurano come soci le concerie Antiba, Arnella e l’immobiliare Tre.pi. Nella “Sottovuoto Due A”, invece, troviamo Fabrizio Atzori come legale rappresentante, in società con Alessio Sani, figlio di Ademaro Sani, titolare della “Sottovuoto Mpe”. I sindacati, quindi, non escludono picchettaggi di fronte a queste aziende. Il sindaco Ciaponi ha assicurato il proprio sostegno, spiegando che «se non ci saranno sviluppi nei prossimi giorni, l’amministrazione si impegnerà per provare a smuovere le acque, anche convocando le parti». «È un episodio che non ha niente a che fare con la crisi – ha detto Ciaponi – ma che dimostra ugualmente, come nel caso del Lorbac, uno scarso senso di responsabilità sociale nei confronti dei lavoratori».
Giacomo Pelfer
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google