Sicurezza
L’assessore regionale benedice il nuovo Comune
Fusione Crespina-Lorenzana, all’assemblea arriva Vittorio Bugli e i manifesti del referendum di ottobre cominciano a spuntare nei due paesi
CRESPINA. Il giorno del referendum si avvicina. Poco più di due settimane e gli abitanti delle due comunità di Crespina e Lorenzana saranno chiamati a votare sì, oppure no alla fusione tra i due Palazzi nel nuovo Comune unico Crespina Lorenzana.
Intanto sul social network Facebook i sostenitori si preparano a comunicare al meglio e nasce la pagina del Comune Crespina Lorenzana, in attesa che venerdì al bar Miami, a Laura, Lorenzana arrivi, alle 21.30 l’assessore regionale egli Enti Locali Vittorio Bugli all’assemblea-dibattito organizzata. Ci saranno anche i padroni di casa, of course, ovvero i sindaci di Crespina, Thomas D’Addona e il collega di Lorenzana, Gianluca Catarzi.
Le due giunte sono in fermento e si preparano al rush finale contro chi, in questi mesi, ha cercato di ostacolare l’iniziativa a due, per supportare il progetto di una fusione a cinque, con la formazione del Comune unico delle Colline Pisane. Idea politica, questa, ancora sulla carta, tutta da definire e valutare, considerando che i due Comuni di Santa Luce e Orciano (che insieme a Fauglia, Crespina e Lorenzana fanno parte delle Colline Pisane) sono d sempre contrari al progetto fusione.
«La fusione a due è una certezza, quella a cinque è solo un’ipotesi che per adesso trova due Comuni su cinque contrari», scrivono i sindaci D’Addona e Catarzi nella lettera che in questi giorni è in via di distribuzione alle famiglie dei due paesi. E ancora: «Per la fusione a due i tempi e i contributi sono certi, il consiglio regionale l’hà già approvata all’unanimità, manca solo l’esito del referendum», continuano. E non mancano di sottolineare che «la fusione a due non preclude quella a cinque che potrà avvenire in un secondo momento, a meno che non sia una scusa per far saltare tutto».
Si cita qualche numero: «Con il nuovo Comune Crespina Lorenzana, con entrambe le sedi comunali e una sola amministrazione, non sparisce proprio niente, ma appaiono 4.5 milioni di euro di contributi con l’esenzione dal patto di stabilità: chi dice che la fusione è un danno, non credo che sia pronto a dare di tasca sua questi soldi, comunque».
E chiudono: «Questi contributi saranno impiegati per diminuire la pressione tributaria, per nuove opere e infrastrutture e per migliorare i servizi: altro che questioni campanilistiche, oppure posizioni di persone che cercano di remare contro per mantenere qualche poltroncina in più».
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