Il Tirreno

Pontedera

Troppe maleodoranze, arriva l’Arpat

di Sabrina Chiellini
Troppe maleodoranze, arriva l’Arpat

Sopralluogo dell’agenzia ambientale alla discarica di Gello e nell’impianto di compost, rifiuti coperti in maniera inadeguata

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PONTEDERA. Il rimpallo delle responsabilità rispetto ai cattivi odori che arrivano dalla zona di Gello, dove si trovato la discarica di rifiuti speciali e l’impianto di compostaggio, registra un nuovo capitolo. Nei giorni scorsi personale di Arpat ha effettuato un lungo sopralluogo negli impianti gestititi rispettivamente da Ecofor Service e da Geofor. Le proteste dei cittadini, in particolare di quelli che abitano a Calcinaia ma alcuni giorni le maleodoranze arrivano anche a Pontedera, sono diventate sempre più pressanti. Ma ogni volta le società che gestiscono la discarica di Gello così come l’impianto di compostaggio hanno sempre restituito al mittente le critiche sostenendo che i miasmi non sono da attribuire alla discarica o al compost sebbene per quest’ultimo impianto nel corso del tempo non siano mancate parziali ammissioni di “responsabilità”. E del resto, come è noto, Geofor sta provvedendo alla realizzazione di un nuovo impianto di compostaggio in grado di superare tutti i problemi emersi finora. I cittadini sono anni che denunciano i disagi causati dai due impianti (a volte è stato chiamato in causa anche il depuratore delle acque) senza ottenere le risposte che si sarebbero aspettati. Così come non ci sono mai state risposte rispetto a possibili rischi per la salute dei cittadini. Il vento sembra ora cambiato e anche la Provincia avrebbe deciso di vederci chiaro e di approfondire le verifiche anche alla luce di precedenti sopralluoghi che sono stati effettuati sia nella discarica, gestita da Ecorfor Service, che è in parte in stato di quiescenza perché ha esaurito la sua funzione e in parte è ancora attiva. Analogo sopralluogo è stato effettuato nell’impianto di compostaggio di cui ormai sono conosciuti da tutti i limiti strutturali. Tuttavia Arpat aveva dato per questo impianto alcune prescrizioni che potrebbero non essere state rispettate.

Il presidente di Geofor, Paolo Marconcini, dice di non essere a conoscenza di nuovi sopralluoghi all’impianto di compostaggio. Arpat (che ora sta controllando la discarica di Cascina) però all’inizio di agosto avrebbe controllato proprio questo impianto evidenziando alcuni problemi. Stessa situazione per la discarica dei rifiuti speciali dove sarebbero emersi problemi nella copertura dei rifiuti in particolare nella parte che attualmente non è utilizzata. Nel verbale che è stato consegnato a Ecofor Service si fa riferimento alla presenza di emissioni derivanti dai rifiuti. Aspetti questi, insieme ad una copertura della discarica non adeguata sarebbero la causa dei cattivi odori. «Non credo sia stato rilevato niente di grave – risponde Rossano Signorini, amministratore delegato di Ecofor Service – di sicuro non ci è stata contestata alcuna sanzione». L’esito dei sopralluoghi effettuati da Arpat è finito al centro di una comunicazione alla Provincia, che aveva sollecitato i controlli costretta dalle sempre più numerose proteste dei cittadini, e alla Procura di Pisa. Rispetto all’impianto di compostaggio, come abbiamo detto, è una vecchia storia. Già oltre un anno fa Arpat aveva individuato che i cattivi odori avevano origine nel limitrofo impianto Geofor. In una zona ben circoscritta tra l'impianto di vagliatura dei materiali compostati e l'area di stoccaggio. Si parla di strutture che, con il pensiero rivolto al nuovo impianto, non hanno subito dei veri e propri interventi di ammodernamento, nonostante le prescrizioni della Provincia di Pisa. E questo potrebbe portare a illeciti rispetto alle leggi contro l’inquinamento.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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