Sicurezza
Loro sono al mercato, i ladri svaligiano il podere
Brutta sorpresa per una famiglia di Pomarance: rubati gioielli e soldi «Ci hanno detto che potrebbero essere i nomadi che stanno girando in zona»
POMARANCE. Entrano, portano via gioielli, orologi e banconote, poi se ne vanno senza lasciare traccia. E’ accaduto nella mattina di giovedì 12 settembre poco fuori Pomarance, in località Stilano.
Il podere è abitato dal pensionato Vincenzo Cerboneschi insieme col fratello Enrico, e la moglie di quest’ultimo Marisa.
«Verso le 8,30 sono andato alla vigna - racconta Vincenzo – mio fratello e mia cognata invece sono andati al mercato, in paese, a Pomarance, come spesso accade il giovedì mattina – e prosegue - verso le 10,30, quando sono rientrato in casa dalla vigna, ho visto che la luce al neon della cucina era accesa».
La luce accesa colpisce il pensionato, ma pensa ad una dimenticanza della famiglia.
«Ho pensato che gli altri andando via in fretta si fossero dimenticati di spegnerla, poi mi sono accorto che la porta di casa non era stata sprangata, anche questa cosa era insolita, alla quale però sul momento non ho badato, poi alle 10,45 circa mio fratello è tornato dal mercato, appena entrato in camera si è accorto che il portagioie della moglie era stato svuotato ed erano spariti anche due orologi».
Qualcosa non quadra. Gli abitanti della casa cominciano a guardarsi per bene intorno.
«A quel punto sono corso anche io nella mia camera, e ho visto che l’orologio che avevo appoggiato sul canterano era sparito, e anche il mio portafogli, al cui interno c’erano oltre ai soldi, circa duecentosettanta euro, documenti d’identità e tessere varie», continua.
Da quel momento in poi è chiaro a tutti che in casa è entrato qualcuno che ha svaligiato il podere.
Vengono quindi chiamati i carabinieri, che giungono poco dopo sul posto per raccogliere denuncia, testimonianze ed effettuare i primi sopralluoghi.
Valore dell’ammanco, tra gioielli, orologi e soldi, circa mille euro. Da rilevare la particolare destrezza dei malviventi. «Come mi hanno fatto notare gli stessi carabinieri – dice ancora Vincenzo Cerboneschi – sembra che, sia sulla porta che sulle finestre, non siano state trovati segni di scasso o di forzature».
Si ipotizza che il colpo sia stato opera di un gruppo di nomadi, adesso in fuga, forse verso la costa oppure in direzione Pisa, che in questi giorni transitava entro i confini dell’Alta Valdicecina.
«Nulla è certo, io non lo so, ma potrebbe darsi che, mi dicevano i carabinieri – spiega la signora Marisa a tal proposito – a compiere il furto siano stati dei nomadi che stavano girando nella zona».
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