Sicurezza
In Arno si naviga fino a Castelfranco
Stamani il viaggio inaugurale con il battello Andrea da Pontedera: l’approdo preparato a tempo di record a Il Collone
CASTELFRANCO DI SOTTO. «Ci spingiamo sempre più in là, alla fine arriveremo a Firenze». Quello che sembrava un sogno, è diventa realtà questa mattina, con il primo “viaggio” che il battello Andrea da Pontedera, farà oltre l’approdo a La Rotta. «Quelle erano le nostre colonne d’Ercole», dice Michele Quirici, editore e conoscitore della storia locale che, insieme al giornalista Mario Mannucci, sono l’anima del natante che solca l’Arno.
Ora quelle colonne si spostano un po’ più in là, proprio verso Firenze. A Castelfranco di Sotto, dove l’amministrazione comunale, guidata dal vicesindaco Gabriele Toti, ha realizzato, in tempi da primato, un bell’approdo in località Callone, dove c’è un casello idraulico.
«Ho ricevuto – spiega il vicesindaco di Castelfranco – una telefonata in pieno agosto, nella quale Simone Millozzi, sindaco di Pontedera, mi diceva che erano in grado di raggiungere il nostro territorio con il battello. E così abbiamo dato il via ai lavori, che oggi si concretizzano con il viaggio inaugurale».
Sul battello saliranno sindaci e amministratori. Partenza, di buon mattino da Bocca d’Era, arrivo, dopo un paio d’ore di navigazione, al Callone. E sarà festa grande.
«Questa iniziativa è nello spirito di un protocollo d’intesa firmato alcuni anni fa con tutti i sindaci dei Comuni che s’affacciano lungo l’Arno – spiega il sindaco di Pontedera – l’idea è di coinvolgerli tutti. Cominciamo con Castelfranco, ma anche Calcinaia e Santa Maria a Monte sono disponibili a collaborare».
Per preparare il viaggio inaugurale di oggi (ma da lunedì, a giorni alterni, il servizio sarà istituzionalizzato, con orari e modalità che sono ancora da ufficializzare), l’architetto Roberto Fantozzi, ha fatto ricerche e viaggi sperimentali in tutto segreto. E con metodi alla buona.
«Un georadar – dice - un Gps, una stecca millimetrata per capire la profondità. Siamo andati avanti piano piano, preceduti da un gommone. E con le indicazioni che abbiamo acquisito, abbiamo preparato la rotta fino a Castelfranco, ma anche segnalato indicazioni utili per una mappa nautica dell’Arno».
Lo spirito di questa iniziativa è tutta chiusa nel desiderio di far conoscere il fiume da vicino. «E soprattutto – spiega il vicesindaco di Pontedera Massimiliano Sonetti – per far capire che l’Arno no è solo quel corso d’acqua che evoca i brutti ricordi dell’alluvione. Tutt’altro.»
Lancia anche un’idea, Sonetti. «Dovremmo coinvolgere l’Unione Europea in un progetto che valorizzi l’Arno al apri dei grandi fiumi europei, ai quali vengono destinate risorse. Pontedera, grazie a questa esperienza, che è frutto della volontà di un gruppo di appassionati, potrebbe avere il ruolo di capofila in questa richiesta».
«Questo servizio è partito nel 2008 – racconta Mario Mannucci che, in tutti questi anni di servizio si è meritato il “grado” platonico di ammiraglio – Mi rendo conto che, ad ogni viaggio, c’è qualche particolare in più da raccontare a chi fa il viaggio con noi. E non sono pochi: siamo arrivati a quota 27mila. Ora, arrivando a Castelfranco, aumenteremo sicuramente la nostra utenza». Il servizio si svolge d’estate. Ed è gratuito.
Emilio Chiorazzo
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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