Sicurezza
Il sindaco chiede i danni al presidente del tribunale
Soldi per ogni giorno in più, a partire da ieri, che gli uffici del palazzo Pretorio resteranno occupati in maniera abusiva. «La chiusura ci penalizza»
PONTEDERA. Il sindaco gioca un’ultima carta nel tentativo di indurre il presidente del tribunale di Pisa a dire chiaramente al Ministero che la sezione distaccata di Pontedera è stata chiusa ma solo sulla carta e per attuare una legge dello Stato, che è quella della riforma della geografia giudiziaria da cui sono state travolte oltre duecento sezioni distaccate di tribunale. Nella pratica non è stato fatto alcun passo per attuare il trasferimento a Pisa della sezione distaccata. Un temporeggiare in attesa di una proroga che il Ministero non ha concesso e che probabilmente è stata chiesta senza troppa convinzione e senza spiegare le caratteristiche della realtà di Pontedera. I risultati sono chiari a tutti: il massimo caos, fascicoli destinati a diventare itineranti tra Pontedera e Pisa (alcuni atti sono stati trasportati sulle auto private degli impiegati), il rischio che i fascicoli vadano dispersi, la certezza che in questo passaggio a guadagnarci non saranno certamente i cittadini che aspettano di vedersi riconosciuto un diritto. La riforma, almeno nell’immediato, non concretizza un risparmio e neppure l’idea di una giustizia più veloce ed efficiente. Per non parlare del trattamento riservato ai dipendenti della sezione distaccata: i più non sanno neppure se e dove troveranno una scrivania. Il problema è sempre lo stesso ed è chiaro da mesi: in tribunale a Pisa non ci sono spazi adeguati per accogliere gli uffici e i fascicoli della sezione distaccata. Spazi che si troveranno solo quando sarà organizzato il trasloco della polizia giudiziaria. Ma neppure questo è stato organizzato. Ecco che il sindaco, Simone Millozzi, ribadisce quello che aveva già detto alcuni giorni fa. «Se si accetta la chiusura della sezione distaccata – dice – non si può pensare di continuarla ad usare come un magazzino. Ho scritto al presidente del tribunale una lettera in cui gli chiedo un’indennità di occupazione abusiva del Palazzo Pretorio, che accoglie il tribunale, a partire dal 14 (oggi per chi legge, ndr) e un risarcimento danni». L’immobile degli uffici giudiziari è di proprietà del Comune. Secondo la legge doveva essere chiuso e liberato dal 13 settembre, cioè da ieri. Ogni giorno in più che le stanze resteranno occupate dal materiale del tribunale di Pisa ci sarà un danno per l’amministrazione comunale. Una forzatura, forze. Come lo è stata voler cancellare la sezione distaccata senza tenere conto dei numeri e dei processi che ogni anno trattava, dando risposte ai cittadini. Una decisione, quella del Governo e del ministro della Giustizia, che stona da qualsiasi punto si voglia guardare. A meno che qualcuno non ritenga che in questo modo si potranno compensare i problemi di funzionamento del tribunale di Pisa con giudici e impiegati che arriveranno dalla sezione distaccata. «Questa sezione aveva tutte le caratteristiche per essere salvata», ha ribadito il sindaco, davanti a un gruppo di avvocati che ieri mattina lo hanno accolto nell’aula delle udienze penali al primo piano del tribunale. Una visita, quella del sindaco, per rendere pubblico l’ultimo atto della protesta dell’amministrazione comunale. Naturalmente il sindaco non si era fatto annunciare e non ha chiesto alcun permesso - anche se questo ha rischiato di aprire un caso diplomatico - per entrare in “casa sua”. «Direi che la riforma non garantisce lo stesso livello di efficienza che c’era a Pontedera. Ma la politica, la buona politica, non ha messo mano a una vicenda paradossale». La chiusura, ha aggiunto, «non va nell’ottica del risparmio, penalizza un territorio e i cittadini, oltre alla nostra città». Critiche anche al cavillo escogitato dal Governo per salvare alcune sezioni distaccate dalla chiusura. «Noi abbiamo speso oltre un milione nel tribunale ma i lavori non sono stati pagati con la Cassa depositi e prestiti e questo ci ha tagliato fuori». Alla fine Millozzi ha ribadito al presidente del tribunale la stessa richiesta delle ultime settimane.
Dovrà fare in modo di liberare al più presto il palazzo Pretorio o trovare una strada, come hanno provato a fare altre città del Sud, per strappare una proroga dicendo chiaramente al Ministero che Pisa non è nella condizione di trasferire nell’immediato la sezione distaccata se non facendolo pagare a caro prezzo ai cittadini.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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DELL’INCONTRO IN TRIBUNALE
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