Il Tirreno

Pontedera

Tutti a Predappio. Poi, il dietrofront

di Nilo Di Modica

Per i pochi iscritti salta la gita organizzata dalla contrada di Cerretti, nel mirino delle forze politiche di sinistra

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SANTA MARIA A MONTE. In gita a Predappio? No grazie. La bomba che per alcuni giorni aveva provocato reazioni nel mondo politico santamariammontese, in merito alla contestata gita organizzata dalla contrada di Cerretti per il prossimo 14 settembre, si sgonfia prima ancora di esplodere. La giornata fuori porta, che avrebbe dovuto portare almeno una ventina di partecipanti in visita nei luoghi natali di Mussolini, con passaggio presso il cimitero e la villa-museo “Casa dei Ricordi”, è infatti stata annullata ieri per mancanza di adesioni. Un vero e proprio flop che prima di realizzarsi non ha mancato di scatenare numerose reazioni da parte delle forze politiche d'opposizione, come Comunisti Italiani, Prc, Sel e Partito Democratico. «In questi giorni ho rispolverato il libro “I sette fratelli”, storia della famiglia Cervi, dove tutti e sette i fratelli furono trucidati dai repubblichini e dai tedeschi – scrive Gerardo Esposito, del Pdci –. In questi stessi giorni nei bar del comune c'è affisso un volantino che invita i cittadini ad andare a Predappio, a visitare il cimitero dove è sepolto il primo artefice di quella tragedia: Benito Mussolini. Il tutto organizzato dai fascisti nostrani di Cerretti che sentendosi forti di avere rappresentanti in giunta sono venuti allo scoperto cercando di falsificare la storia e dimenticando che la nostra Costituzione ritiene il fascismo un crimine». Nel mirino delle tante prese di posizione, che chiedono all'unisono una pubblica condanna dell'iniziativa da parte del sindaco Ilaria Parrella e della sua maggioranza, anche il sospetto che quella della contrada non sia una manifestazione isolata. Molti, infatti, hanno voluto ricordare la rievocazione storica messa in piedi dai bianco-verdi in occasione dell'ultimo Palio de' Ciui, quando Cerretti portò proprio il ventennio fascista per le strade del centro, fra camicie nere e saluti romani che lungo il percorso raccolsero alcune risposte di buon grado e qualche fischio. «Pericolosi campanelli di allarme di pulsioni nostalgiche e antidemocratiche» per i quali anche Sinistra Ecologia e Libertà chiede conto all'attuale amministrazione. Richiesta messa nero su bianco anche dai Democratici, che per voce del capogruppo in consiglio Antonio Torrini condannano «l'offesa alla memoria di tutte le persone che hanno partecipato alla Resistenza e alla liberazione del nostro comune, che si pone in aperto contrasto con il carattere antifascista della nostra Costituzione» e da Rifondazione Comunista, che promuovendo l'apertura nel comune di una sezione dell'Associazione Nazionale Partigiani Italiani, invita la giunta ad esprimersi sulla vicenda «dato che l'associazione coinvolta utilizza denaro pubblico per le stesse dimostrazioni, soldi che certamente non possono essere utilizzati da chi non rispetta la Costituzione». Accuse a cui risponde prontamente il vicesindaco Manuela Del Grande. «È del tutto fuori luogo attaccarsi a queste polemiche con tutte le cose importanti che abbiamo a cui pensare – commenta Del Grande –. La storia è la storia, e riporta fra le sue pagine regimi di destra e di sinistra, questi ultimi troppo spesso dimenticati. Detto questo credo che bloccare una rievocazione storica in una sfilata ad argomento concordato o, peggio, una gita organizzata in autonomia da un'autonoma associazione sia una limitazione della libertà inaccettabile».

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