Il dolore
Trasloco-caos, disagi per dipendenti e avvocati
Da lunedì i processi penali e civili si terranno a Pisa. Gli impiegati della cancelleria: «Non sappiamo ancora dove ci metteranno a lavorare»
PONTEDERA. Finisce un’epoca. La sezione distaccata del tribunale di Pontedera chiude. Sono anni che sugli uffici giudiziari soffiano venti di accorpamento ma questa volta i tagli della riforma della geografia giudiziaria si sono abbattuti su Pontedera senza tenere conto dell’effettivo lavoro svolto dalla sezione distaccata. Un momento che la città non avrebbe voluto vivere ma con cui deve fare i conti. E soprattutto i cittadini devono sapere che la tanto sbandierata riforma avviene nel caos più totale. L’unica certezza, infatti, è quella della data di chiusura: da lunedì 16 i processi civili e penali si svolgono a Pisa. I tempi del trasloco e dove effettivamente troveranno spazio impiegati e fascicoli fino a ieri risultavano come oggetti non identificati.
Nei corridoi della cancelleria penale al primo piano sono arrivati i primi scatoloni che, un giorno, dovranno accogliere fascicoli e materiali della cancelleria in vista del trasloco.
«Dove andiamo a lavorare? Non lo sappiamo – rispondono gli impiegati della cancelleria penale e civile –. Di sicuro da lunedì siamo a Pisa, porteremo le nostre cose per lavorare e poi vedremo come ci organizzano». Per molti, e non lo nascondono, la chiusura del tribunale porta con sé una serie di disagi. Quasi tutti - ci sono impiegati con 30 anni di servizio a Pontedera - faranno i pendolari dalla Valdera, San Miniato, Fauglia e Cascina. I due centralinisti sono stati trasferiti negli uffici del giudice di pace. Per tutti gli altri, più di venticinque persone, giudici e ufficiali giudiziari compresi, regna la massima incertezza. Per ora sono stati trasferiti i fascicoli dei processi civili e penali che dovranno svolgersi la prossima settimana.
«Nessuno ci ha detto cosa andremo a fare – ammette Manuela Tonarelli – porterò il timbro e poi vedremo...». Anche la guardia giurata, dipendente dell’amministrazione comunale, non ha certezze rispetto al proprio futuro lavorativo. «Non ho avuto disposizioni e neppure il mio collega – dice Concetta Emmi – se questo palazzo resta aperto per il giudice di pace forse anche noi restiamo in servizio qui. È tutto da capire».
Gli avvocati, dopo una protesta iniziale e lo sciopero attuato a livello nazionale, pur facendo sapere il loro giudizio negativo sulla chiusura della sezione distaccata, si avviano a prendere atto della nuova “geografia” che, almeno finora, non dimostra di avere i requisiti per migliorare il funzionamento della giustizia.
«La chiusura del tribunale è un fatto negativo per la città – dice l’avvocato Dario Giannini – creerà non pochi disagi dal punto di vista operativo sia per noi avvocati che per i cittadini. Avrà ricadute negative per la giustizia in generale che si allontana dal territorio». «Lavorando in uno studio legale a Volterra posso dire che concentrare tutte le cancellerie a Pisa può anche essere un vantaggio ma non credo lo sarà per i cittadini. Se lo Stato pensa che questo sia un modo per la tulela dei diritti allora resta poco da fare. A prima vista mi sembra di poter dire che la confusione non mancherà, almeno inizialmente». Mentre il tribunale stava per ammainare la bandiera, anche ieri mattina, la cancelleria civile è stata presa d’assalto per i deposito degli atti. «Spero di essere trasferita dal giudice di pace a Pontedera – dice Mara Vezzani – altrimenti per me non sarà facile organizzarmi per andare a Pisa. Comunque finora di certezze ne abbiamo poche». Le perplessità non mancano, soprattutto vedendo che a un giorno dalla data indicata per la chiusura niente o poco è stato fatto per il trasloco. Stessa situazione in tribunale a Pisa dove la polizia giudiziaria, che dovrebbe traslocare dal giudice di pace per liberare spazi da destinare agli “affari” un tempo della sezione distaccata è ancora al suo posto. «Si lascia questi uffici con tanta nostalgia – aggiunge Leonardo Magnesa, giudice della sezione civile – in questo tribunale ho preso le prime funzioni di pretore. La chiusura è una grave perdita per la città. Penso che dal punto di vista del lavoro non mancheranno i problemi, la riorganizzazione dei ruoli comporterà difficoltà di rodaggio». E prima della chiusura definitiva il dottor Angelo Perrone, arrivato a Pontedera pochi anni fa per occuparsi dei processi penali, ha organizzato un momento di saluto con il personale della sezione distaccata, compresi alcuni ex cancellieri. «Non potevamo chiudere – ha detto all’inizio dei saluti, evidenziando come il piccolo aiuti a realizzare una dimensione umana – senza salutarci. Ho apprezzato la qualità del vostro lavoro, la dedizione e l’attaccamento. Insieme abbiamo lavorato bene», ha aggiunto dicendosi certo che tutto questo potrà continuare anche a Pisa se ognuno proseguirà a fare la propria parte.
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