Il Tirreno

Pontedera

Morto da una settimana la salma è sempre in frigo

di Cristiano Marcacci
Morto da una settimana la salma è sempre in frigo

Non c’è pace per l’uomo deceduto dopo cinque mesi di agonia dall’incidente che i sanitari volevano dimettere nonostante fosse completamente paralizzato

2 MINUTI DI LETTURA





SANTA MARIA A MONTE. Non c’è pace nemmeno da morto per Michele Vinicolo, 67 anni, residente nel comune di Santa Maria a Monte, deceduto nel pomeriggio di giovedì 5 settembre all’ospedale di Montecatone, vicino ad Imola, dov’era ricoverato da tempo in seguito ai postumi di un incidente stradale. Vinicolo è spirato dopo cinque mesi di agonia. Il terribile scontro in cui fu coinvolto con il suo scooter, lungo via Lungomonte a Montecalvoli, risale infatti al 7 aprile 2013.

Nonostante sia trascorsa oltre una settimana dal giorno del decesso, la salma di Vinicolo non è stata ancora restituita ai familiari e questi ultimi, di conseguenza, non hanno ancora potuto programmare il funerale. La moglie e i figli non possono riportare a Santa Maria a Monte il feretro dell’uomo, ancora bloccato a Montecatone, in un frigorifero dell’obitorio, su disposizione dell’autorità giudiziaria del posto. La procura della Repubblica, evidentemente, se la sta prendendo comoda e ha sciolto solamente nelle ultime ore un nodo fondamentale: la salma di Vinicolo dovrà essere sottoposta ad autopsia, allo scopo di individuare con certezza le cause della morte dell’uomo, dal momento che si tratta con ogni probabilità di postumi conseguenti all’incidente stradale dell’aprile scorso, in cui peraltro era coinvolto l’autista della macchina con cui si scontrò lo scooter di Vinicolo.

In questi mesi l’uomo è sempre stato paralizzato ed infermo in un letto, anche se cosciente, a causa della lesione midollare riportata nell’incidente. Ma per lui il percorso di cure e assistenza è stato abbastanza tribolato. Due mesi fa, ad esempio, i figli dell’uomo furono costretti, attraverso un legale di fiducia, a presentare una diffida alla dirigenza sanitaria di Montecatone, dopo che i medici della struttura emiliana avevano deciso di dimettere il paziente, nonostante un quadro clinico grave ed allarmante. Dopo qualche giorno, arrivò il dietrofront. Ora che è morto, le dimissioni tardano ad arrivare.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa