La manifestazione
Professionale, la scuola legata al territorio
Il vicepreside Bellini: funzioniamo da agenzia formativa e da ufficio di collocamento per i ragazzi
PONTEDERA. Una tradizione di cui le scuole come l'Ipsia “Pacinotti” di Pontedera vanno orgogliose: la vicinanza al mondo del lavoro. Lo dice il nome: “Professionale”. «Già, le professioni. Uno dei paradossi della nostra epoca è proprio questo: ci sono tanti mestieri di cui c'è un bisogno pressante, continuo, e, nonostante la disoccupazione sia alle stelle, nessuno decide di applicarvisi», dice il professor Luciano Bellini, vicepreside del “Pacinotti”, da quasi 40 anni impegnato a «tenere al passo dei tempi questa scuola superiore che da sempre persegue un nobile proposito: da una parte funzionare come luogo d'istruzione e formazione; dall'altra come ufficio di collocamento. Due binari che corrono paralleli, integrandosi e aiutandosi a vicenda». La corsa funziona: «Molti nostri studenti, attraverso la nostra vicinanza al mondo del lavoro, hanno la possibilità di crescere, di fare esperienza. Tanti, dopo un po' di apprendistato presso realtà del territorio, riescono anche a mettersi in proprio». Come gli altri Istituti Professionali Statali per l'Industria e l'Artigianato, anche il “Pacinotti” offre ai suoi ragazzi la possibilità di scegliere tra un ventaglio di indirizzi: meccanico, tecnico, elettronico. «C'è anche il corso dedicato alla moda. E la novità di quest'anno è il percorso socio-sanitario: vogliamo dare la possibilità agli studenti di affacciarsi al settore dei servizi, in continua crescita. E infatti ci sono già tante iscrizioni. Iniziamo con una classe del “serale”, con la possibilità di estendere il corso anche alle fasce orarie diurne». Nel frattempo, grande successo per l'area meccanica e motoristica: «Il mondo del lavoro richiede sempre più figure di questo tipo, e nessuno è in grado di accontentarla, questa richiesta. Con la crisi in cui ci troviamo, è un peccato, no? A pensarci, è anche un controsenso. Ci si lamenta della mancanza di lavoro, e i lavori che ci sono non vengono sfruttati... Mestieri tradizionali come il meccanico, l'elettricista, elettrauto. Tutti impieghi in attesa di teste e mani capaci. La manualità, la capacità di creare, di costruire: bisogna decidersi a riscoprire tutto questo. Per questo dedichiamo diverse ore all'insegnamento pratico, coi ragazzi che vanno a fare esperienza nelle aziende, nelle officine, nelle ditte. Molti poi vi restano, anche con contratti a tempo indeterminato. Iniziano con uno stage e poi si sistemano. Proprio stamani è passato da me un ragazzo che stava facendo uno stage in una ditta di Pontedera: “Mi hanno chiamato in una carrozzeria. Hanno detto che se ci so fare mi tengono!”, mi fa tutto contento. Gli ho subito modificato la convenzione, assegnandolo alla carrozzeria in questione. Quando dico che siamo anche una specie di ufficio di collocamento, parlo a ragion veduta!». Una scuola che la crisi cerca di scalzarla dal basso, insomma, inserendo professionisti capaci nei desolati spazi vuoti di un'economia ferma, asfittica. Di combatterla, all'esterno come all'interno. «Sì, certo, anche noi il peso dei tagli ce lo portiamo sulle spalle. Alcuni laboratori dovrebbero essere aggiornati, nuovi materiali, più aggiornate competenze, per stare al passo con la modernità. I fondi sono quelli che sono. Ma intanto un passo avanti l'abbiamo fatto...». Il professor Bellini si riferisce alla nuova sede che dall'anno scorso accoglie il “Pacinotti”. «La provincia, che vedeva bene il nostro Istituto all'interno del “Villaggio scolastico”, ci ha dato questa possibilità.
Andrea Lanini
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
