Lutto
Incatenati alla Regione contro gli ospedali-carciofi
«I nosocomi nelle zone disagiate vengono spogliati sempre di più dei servizi» Anche le associazione volterrane alla protesta di ieri in centro a Firenze
VOLTERRA. Arrivano nella prima mattina di ieri in pieno centro a Firenze e si incatenano davanti al palazzo della Regione, nelle cui stanze è in corso un vertice sui problemi della sanità toscana, per porre ancora una volta all'attenzione del governo regionale le delicate questioni sanitarie del territorio volterrano. Loro sono Brunella Degli Innocenti e Alberto Chiodi, l’una in rappresentanza dell’associazione “Difendiamo l’Ospedale”, l’altro per “Sos Volterra”. Non sono i soli, con loro altre ventinove persone, membri di comitati provenienti da tutta la regione, facenti parti del Crest, il Comitato Regionale Emergenze Sanitarie Toscana, accomunate dalla stessa urgenza di manifestare la propria disapprovazione in merito a vari aspetti della politica sanitaria regionale. Da Volterra, pur non in catene, anche i cittadini Renzo Provvedi e Giovanni Buselli, quest’ultimo fratello del primo cittadino etrusco.
«Siamo qui per portare in evidenza i nostri problemi – racconta Brunella Degli Innocenti – dato che oggi qui c’è una riunione importante sulla sanità». Difendere gli ospedali, questo le parole d’ordine comuni. «Già da tempo nelle zone disagiate, montane, ma anche marine, nel Crest c’è anche l’Isola d’Elba, si stanno tagliando dei servizi fondamentali agli ospedali – afferma Alberto Chiodi di “Sos Volterra” – quali, a Volterra, l’ostetricia, non si nasce più, quali la pediatria, aperta solo nei feriali dalle 8 alle 20, la cardiologia, trasferita in una piccola stanza all’interno della medicina, e il laboratorio analisi diventato poco più che un deposito. Porteremo avanti una protesta civile e pacifica, per fermare questo disegno disastroso che vede la costruzione di quattro mega ospedali a 25 chilometri l’uno dall’altro, che chiamo gli ospedali dell’autostrada, perché si parte dall’ospedale dell’Apuana, a 19 chilometri troviamo quello della Versilia, poco più giù Pisa, poi Pontedera, si vedono zone dove nasce un ospedale dietro l’altro, spese di milioni, mentre in zone come Volterra viene a mancare un pediatra reperibile di notte».
Dal palazzo della Regione tuttavia nessun segno, come se la protesta fosse trasparente. «La manifestazione è un successo – ci tiene però a sottolineare Brunella Degli Innocenti – quello che ci interessa è porre l’attenzione sui problemi che ci stanno a cuore, e sia televisioni che giornali, che semplici cittadini sono venuti a informarsi, i nostri piccoli ospedali vengono sfogliati come carciofi». Nel frattempo, mentre la signora Degli Innocenti parla, funzionari ed amministratori regionali sfilano tra le battute e le grida dei manifestanti che distribuiscono volantini a curiosi e passanti, e innalzano cartelli e striscioni sui quali si staglia, oltre al testo dell’articolo 32 della Costituzione, scritte come “I nostri ospedali non si convertono, si potenziano”, oppure “Rossi governatore della regione, più letti meno poltrone” slogan questi pensati proprio dal piccolo ma agguerrito gruppo volterrano. «Abbiamo paura – chiude Brunella Degli Innocenti – perché anche l’ospedale di San Marcello Pistoiese, per esempio, fino a febbraio era stato garantito che non sarebbe stato chiuso, e invece poi è stato chiuso. Dentro c’è la Casa della Salute, è quindi possibile che succeda anche ad altri ospedali».
Con lo sciogliersi delle catene, alle 15,30, termina la protesta fiorentina, ma si replica oggi ad Arezzo, dove è in corso un’importante convention sanitaria, ed il 13 settembre a San Marcello Pistoiese. «Vorremmo adesso organizzare una grossa manifestazione di popolo - chiude Brunella Degli Innocenti – e portarla a Firenze. Non sarà facile ma ci proveremo».
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