La manifestazione
I consigli comunali e provinciale riuniti davanti al Lorbac
CASTELFRANCO DI SOTTO. Sei consigli comunali e un intero consiglio provinciale convocati tutti insieme davanti ai cancelli dell’azienda in via Solferino. È la forma di protesta, dai contorni inediti...
CASTELFRANCO DI SOTTO. Sei consigli comunali e un intero consiglio provinciale convocati tutti insieme davanti ai cancelli dell’azienda in via Solferino. È la forma di protesta, dai contorni inediti e clamorosi, decisa dalle amministrazioni del comprensorio e della Provincia di Pisa contro la chiusura del calzaturificio Lorbac. Una proposta condivisa nell’incontro di martedì pomeriggio, a Castelfranco, al quale hanno preso parte il presidente della Provincia Andrea Pieroni con gli assessori al lavoro Anna Romei e allo sviluppo economico Graziano Turini, i sindaci Alessandra Vivaldi di Montopoli, Osvaldo Ciaponi di Santa Croce e Claudio Toni di Fucecchio, insieme agli assessori Giuditta Giunti di San Miniato e Roberto Michi di Santa Maria a Monte. Un tavolo istituzione voluto dal vicesindaco di Castelfranco Gabriele Toti, che pochi minuti prima era intervenuto all’assemblea dei lavoratori alla Casa del Popolo, annunciando il «massimo impegno da parte delle istituzioni», per tenere lontani quelli che Toti ha definito «gli avvoltoi». «Perché non vorrei – ha detto – in un’epoca in cui si parla tanto di falchi e colombe, che qui ci fossero richiami agli avvoltoi o a qualcosa di peggio». Da qui la protesta unitaria di tutto il Valdarno, per «un’azienda storica – ricorda Toti – che riveste un’importanza non solo in ambito comunale ma nell’intera zona del comprensorio e della provincia». Nell’incontro, infatti, «è stata ribadita l’unanime preoccupazione per la volontà di giungere alla cessazione dell’attività», si legge in una nota condivisa dai Comuni e dalla Provincia, che esprimono «la più convinta vicinanza ai lavoratori, colpiti in maniera improvvisa nella propria fonte di sostentamento. Circa 100 persone e altrettante famiglie, che con impegno e passione hanno contribuito a far affermare l’azienda, con un patrimonio di conoscenza e competenze che adesso rischiano di disperdersi».(g.p.)
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