Il Tirreno

Pontedera

E a sorpresa, all’Ipsia arrivano i progetti dei nuovi laboratori

di Emilio Chiorazzo
E a sorpresa, all’Ipsia arrivano i progetti dei nuovi laboratori

Quelli vecchi sono rimasti nella sede di via Manzoni Non sono a norma. E ora nasceranno in sinergia con l’Iti

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PONTEDERA. La sorpresa, forse, l’hanno avuta gli insegnanti. E i dirigenti dell’Ipsia Pacinotti, il professionale di Pontedera. Proprio ieri sono arrivati in visione i progetti dei nuovi laboratori. Le nuove officine. Quelli vecchi sono rimasti nella sede di via Manzoni. «Non sono a norma – spiega la preside Daniela Mancini, che si divide tra la scuola di Pontedera e l’Iti di Empoli – Non offrono sicurezza e non si possono utilizzare». Per una scuola che punta tutto sulle professioni, non avere il laboratorio a disposizione è un dramma. Ma, per le matricole che ieri sono state accolte nell’aula Magna anche dall’assessore provinciale alla pubblica istruzione Miriam Celoni, per ora non è un problema. Per i loro compagni più grandi sì. «Siamo accanto all'Itis “Marconi”: l'idea è quella di creare un polo tecnologico di alta qualità – sottolinea il vicepreside Bellini : . Facendo sinergia, come si dice. Laboratori di nuova generazione, per un Istituto che vuole accettare, e vincere, la sfida del proprio rilancio. Il tutto, come sempre, in funzione dell'occupazione: i ragazzi devono acquisire competenze che portino a un lavoro».

La nuova sede, inaugurata un anno fa e i nuovi corsi, sono diventati subito appetibili: c’è stato un boom d’iscrizione.Due prime in più rispetto a un anno fa. E un corpo docenti rinnovato addirittura in 26 unità. «Che – spiega la preside Mancini – ci sono praticamente tutti. E questo ci dà la possibilità di cominciare subito al massimo».

Nel saluto ai ragazzi l’assessore provinciale Celoni non nasconde le difficoltà. «Questa scuola ci è costata tanti sacrifici e arrabbiature – dice : ma confesso che mo vergognavo della sede vecchia. Era fatiscente e brutta. Sono felice di una cosa: tre o quattro ani fa questa scuola rischiava di chiudere, non aveva i numeri per restare in vita. La nuova sede, il legame che c’è con il territorio, l’hanno fatta rinascere. È una scuola che prepara al lavoro, che insegna i mestieri e le professioni. E che, soprattutto, vuole amplificare i vostri talenti».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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