Il Tirreno

Pontedera

L’autismo si vince con lo scooter

di Andrea Lanini
L’autismo si vince con lo scooter

Tappa a Pontedera per i vespisti che percorrono l’Italia per fare informazione sulla malattia

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PONTEDERA. L'idea venne due anni fa a Augusto Gaudino, di Biella, patito delle due ruote (di quelle della Vespa in particolare), viaggiatore nell'animo.

Si celebrava il centocinquantenario dell'unità d'Italia, e lui pensò che «il miglior modo per festeggiare quest'importante anniversario era dedicare un simbolico abbraccio al nostro Paese, percorrendo le sue strade, incontrando la sua gente e, cosa più importante di tutte, facendo informazione su una malattia ancora troppo poco conosciuta. L'autismo. Abbiamo raccolto l'appello di tanti genitori, di tante famiglie, siamo montati in sella e abbiamo iniziato a darci da fare».

A Gaudino si affiancarono subito altri vespisti, giornali, radio e televisioni seguirono le tante tappe di quell'avventura: il primo “Giro d'Italia in Vespa” fu un successo. Ne parlarono tutti: la stampa, i mezzi di comunicazione più tecnologici. Gli appassionati dello scooter più famoso del mondo.

Pochi giorni fa, il 7 settembre, la partenza di un nuovo Giro.

Ancora un gruppo di amici, ancora un manipolo di Vespe d'epoca, ancora un'allegra crociata a favore della lotta ai disagi, al dolore, alla sofferenza che l'autismo porta con sé, sempre, inevitabilmente.

Ieri, la carovana di vespisti capitanata da Gaudino (con lui, Carlo Morandi, di Vercelli; Giuseppe Bezzon, di Novara; Domenico Gelmi, di Brescia; e un'importante “new entry”: Mariela Stupenengo, di Biella, vespista, madre del piccolo Leonardo, otto anni, affetto da autismo) ha fatto di nuovo tappa a Pontedera. Stavolta con un’appendice a PalazzoStefanelli, il municipio di Pontedera.

A fare gli onori di casa in Comune, l'assessore Matteo Franconi.

Poi la visita, immancabile, al Museo Piaggio, «la casa di tutte le Vespe».

Una foto ricordo con il presidente della Fondazione Piaggio Riccardo Costagliola, con il segretario del Vespa World Club Marco Manzoli.

Poi, ancora sull'asfalto. Alla fine del Giro, i chilometri percorsi saranno 7mila.

«Riguardo ai dati sull'autismo, le notizie non sono buone», spiega Gaudino.

«Due anni fa, un bambino su centoventi nasceva autistico, oggi uno su centootto. Negli Stati Uniti d’America, i numeri sono ancora più alti: uno su cinquanta. Le terapie che si possono fare sono lunghe e costose, le famiglie che hanno questo problema si sentono spesso abbandonate. Sensibilizzare l'opinione pubblica riguardo a questo problema è fondamentale. La Vespa, mezzo ovunque molto amato, ci dà un'importante mano. Durante le varie tappe incontriamo tantissime persone. I Vespa Club ci danno una grande mano».

Ad organizzare la giornata pontederese della delegazione che va in giro a scopo benefico, ci ha pensato il Vespa Club di Pontedera.

All'incontro hanno partecipato anche il presidente del club della Valdera Giuseppe Stefanelli e il grande vespista Giuseppe Cau.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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