Il dolore
Giovanni e Maria, 2 salari e tante incertezze
Marito e moglie dipendenti del calzaturificio: «Per fortuna i figli sono grandi, hanno uno stipendio»
CASTELFRANCO. Una vita passata fra le mura del Lorbac. Una vita di coppia: moglie e marito che da più di 30 anni condividono lo stesso posto di lavoro, e che adesso si ritrovano nell’incertezza del futuro legata alle difficoltà dell’azienda. La storia di Giovanni Russo e della moglie Maria Domenica, unica coppia rimasta fra gli 86 dipendenti del calzaturificio. Per Giovanni l’ingresso nell’azienda dei Bachini risale al marzo del 1976, dopo una precedente esperienza in un altro calzaturificio, seguito all’inizio del 1981 dalla moglie Maria, assunta dopo un mese di prova. «Quelli erano gli anni d’oro - ricorda Giovanni - all’epoca non ci fermavamo mai, al massimo una settimana o dieci giorni per il cambio dei modelli. Un po’ di calo c’era stato solo negli anni ’90, ma la proprietà si è sempre comportata benissimo: è stata una delle poche aziende che anticipava la cassa integrazione. Noi ci siamo sempre trovati bene».
Una ditta storica, dal nome prestigioso, di cui da mesi, però, circolavano voci di una possibile chiusura. «I proprietari ci hanno sempre detto che volevano andare avanti - prosegue Giovanni - Certo non si può dire che fossimo tranquilli: sapevamo che prima o poi qualcosa doveva cambiare, perchè eravamo troppi, ormai, per il poco lavoro che c’era. Adesso siamo all’oscuro della situazione: solo i proprietari sanno davvero come stanno le cose».
Una prospettiva, quella della chiusura, che spaventa soprattutto la moglie Maria, ancora lontana dalla soglia della pensione. «A me manca solo un anno e mezzo - dice Giovanni - se ci danno la mobilit? non avrò problemi. Mia moglie, invece, ha 32 anni di contributi. Ad ogni modo non abbiamo ancora ricevuto le lettere di licenziamento. Aspettiamo la fine di quest’anno per capire come stanno davvero le cose».
Due figlie per la famiglia Russo, per fortuna già grandi e impegnate a livello lavorativo, che garantiscono un po’ di tranquillità in più a livello economico. «In tutti questi anni ci siamo sempre trovati bene - dice Giovanni - non ho niente da rimproverare alla famiglia Bachini, che siè dimostrata una proprietà seria. Sul futuro non mi esprimo, perchè di fatto ancora non sappiamo cosa succederà. Di voci se ne sentono tante, soprattutto quelle di una possibile riapertura dal prossimo anno, ma non c’è niente di sicuro».( g.p. )
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