Proteste
Lorbac, la rabbia dei dipendenti in un’assemblea
Giornata cruciale per il calzaturificio: nell’incontro con i sindacati, la proprietà ribadisce l’intenzione di chiudere lo stabilimento
CASTELFRANCO. È grande la rabbia fra i dipendenti del calzaturificio Lorbac. Rabbia e tensione, che si confonde all’incertezza sul futuro, su quale sia la strada migliore da percorrere, per sé stessi e per il proprio lavoro, fra uno stipendio che non arriva più da mesi e gli ammortizzatori sociali destinati a rimanere ancora al palo.
Il tutto mentre i sindacati invitano ad avere pazienza, ad evitare una fretta che può solo fare il gioco della proprietà, chiudendo la porta a scenari e soluzioni alternative. È questo il clima che si respirava ieri pomeriggio all’assemblea dei dipendenti dello storico calzaturificio di Castelfranco. Oltre 80 fra lavoratori interni e lavoranti a domicilio, riuniti nei locali della Casa del Popolo. Una platea rumorosa e nervosa, che in un sottofondo costante di commenti e scambi di battute esprimeva a pieno tutta la preoccupazione di una situazione complessa. «Perché sapevamo tutti che prima o poi saremmo arrivati a questa situazione – sbotta un dipendente – ma abbiamo continuato fino all’ultimo a non volerci credere».
Di fronte ai lavoratori il segretario di zona della Cgil Domenico Contino, insieme a Luca Calastri della Femca-Cisl e Tania Benvenuti della Filctem-Cgil, che ha aperto la serata riferendo l’esito dell’incontro di ieri con gli avvocati incaricati dalla proprietà. Un faccia a faccia in cui i legali, in sostanza, hanno ribadito la linea della chiusura definitiva come unica strada.
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