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La richiesta di prestito è finta, scatta la truffa

La richiesta di prestito è finta, scatta la truffa

SANTA CROCE SULL’ARNO. La richiesta d’aiuto arriva via mail da un indirizzo conosciuto, quello dell’amico, del conoscente o del collega di lavoro. Un aiuto in denaro ovviamente, perché dietro c’è...

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SANTA CROCE SULL’ARNO. La richiesta d’aiuto arriva via mail da un indirizzo conosciuto, quello dell’amico, del conoscente o del collega di lavoro. Un aiuto in denaro ovviamente, perché dietro c’è solo una truffa. Un vero e proprio furto d’identità, che viola gli account mail di ignari malcapitati, inviando la richiesta di un prestito d’emergenza da girare nelle tasche di chissà chi. Un metodo non troppo ingegnoso, abbastanza facile da smascherare, ma che a quanto pare, statisticamente, riesce a in alcuni casi a colpire nel segno, se è vero che il fenomeno appare in diffusione. È una delle ultime truffe che stanno viaggiando sul web, mettendo a rischio la privacy e la sicurezza dei dati personali contenuti negli account di posta elettronica. Pirati informatici che, chissà da dove, riescono ad accedere all’interno degli account mail, facendo partire un lungo messaggio firmato dal proprietario dall’indirizzo, che racconterebbe di trovarsi all’estero senza soldi, vittima di un furto, e richiedendo quindi un prestito urgente per tornare a casa. Un messaggio inviato in automatico a tutti i contatti registrati e contenuti nella casella di posta. Anche nel comprensorio si sono registrati alcuni casi: chi ne fa le spese, di solito, si affretta a comunicare tramite i social network che si tratta solo di una truffa.

Il caso ha coinvolto in questi giorni anche il giornalista Filippo Cioni, conosciuto a livello locale, soprattutto attraverso la testata online Valdesasportiva, che ieri mattina si è ritrovato con il cellulare subissato di chiamate. Dalla sua casella di posta, infatti, erano appena partite più di 900 mail identiche che richiedevano un prestito urgente. «Sono stato a Birmingham – recita il messaggio – e durante il mio soggiorno i miei documenti sono stati rubati insieme al passaporto e alla carta di credito che si trovava nella borsa. L’ambasciata è disposta ad aiutarmi permettendomi di prendere il volo per il ritorno senza il passaporto; soltanto che devo pagarmi il biglietto e le spese inerenti il soggiorno in hotel». Si parla quindi dell’impossibilità di ottenere denaro senza carta di credito, per poi arrivare al punto: «In tutto ciò ho pensato di ricorrere al tuo aiuto – si legge – per far sì che io possa quanto meno tornare in patria: pensavo di chiederti un modico prestito che ovviamente ti restituirò non appena sarò tornato. Devo assolutamente essere a bordo del prossimo volo. Se puoi mandarmi i soldi, via Western Union, sarebbe ottimo poiché è il modo più veloce che ho per ricevere la somma». In coda, prima dei saluti, il messaggio si scusa per ogni inconveniente e chiede di rispondere alla mail per ottenere tutti i dettagli su come trasferire il denaro. (g.p.)

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